Sono passati 10 anni da quando l’evangelista Chris Messina portò il # su Twitter, l’inizio di una rivoluzione. Da allora il nostro modo di comunicare sul web è cambiato per sempre.

#Globale

Chris Messina non avrebbe mai potuto immaginarlo. Gli sembrava un’idea così piccola ed insignificante, semplicemente un modo per semplificare la comunicazione. In brevissimo tempo iniziò ad essere una formula fissa nel linguaggio di Twitter. Con così poche parole a disposizione gli hashtag divennero qualcosa di fondamentale, un modo per farti sentire dal mondo, per condividere un qualcosa.

10 anni hashtag

Con il passare del tempo questo concetto però si sviluppo, entrando a far parte della vita di tutti i giorni, la compagnia fissa di ogni internauta. Così si trasformò, tanto da diventare, solo nel 2012, la parola più usata dell’anno in Usa. Uno strapotere mai visto prima, per un linguaggio che doveva essere molto tecnico. Fu però l’attualità ad aprirci definitivamente gli occhi sul suo potenziale.

#Attuale

L’hashtag divenne un modo per parlare di attualità e politica. Da #JeSuisCharlie a #Brexit, passando per i quotidiani hashtag pentastellati, l’attualità gira attorno al cancelletto. Compì così la sua ultima trasformazione, diventando non più un gioco, ma qualcosa di estremamente serio. Taggare qualcosa significa mostrare da che parte stai, far sentire la tua voce e, nel piccolo, prendere una posizione. Non a caso dopo il #JeSuisCharlie nacquero i #JeSuisMohamed e associato alla #Brexit nacquero i #Leave e #Remain.

Un simbolo tanto piccolo ed insignificante divenne allora, davvero, uno strumento essenziale. Per il popolo e per i politici o, semplicemente, per chiunque voglia far ascoltare al mondo le proprie parole.

10 anni hashtag
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