La storia d’amore più importante della mia vita? È stata quella con Wimbledon

(Fred Perry)

Wimbledon
Fred Perry

Dal bridge al tennis: il “Grande Slam”, termine ovviamente brit-made, indica i tornei più fighi del tennis: Australian/US/France Open e soprattutto Wimbledon.

A Wimbledon ha vinto Federer. Per l’ottava volta. Un mito nel mito.

Perché Federer è forte, ma Wimbledon è l’icona. E’ l’Inghilterra, e il vero rito celebrativo del tennis più posh, sull’erba, con un contorno nobiliare di bon ton e etichetta che anche Signorini, in mezzo a tanta noblesse chiccherie, si sentirebbe forse a disagio. “È un posto incredibile, un posto dove tutti dovremmo vestirci puliti, di bianco, se già non ci fosse quella regola”, ebbe a dire Arthur Ashe.

Il torneo, nato alla fine dell’800 tra gente elegante e moderatamente baffuta, ha visto passare e vincere tutti i campioni più titolati di questa disciplina.

Trionfare a Wimbledon, un’ossessione

Non esiste nessun vero fenomeno senza un Wimbledon in tasca. E difatti, per molti, trionfare qui fu una vera ossessione. John Newcombe, Stan Smith, Jimmy Connors… Per non parlare di Bjorn Borg, dominatore svedese che parlava di Wimbledon come di una “terra benedetta”, e del suo antagonista perenne John Mc Enroe: uno schema (sempre a contro b in finale) destinato a ripetersi negli anni e celebrato recentemente da un film stylosissimo. Boris Becker, per esempio, che vince a 17 anni ed è poi il mostro da decapitare; quindi gli scontri epici tra l’anarchico Andre Agassi e Pete Sampras. Come Gambadilegno e Topolino, Burt e Telespalla Bob. Ma eleganti.

Nel mezzo, le imprese delle donne: Navratilova, Monica Seles, soprattutto Steffi Graf, poi le sorelle Williams…

Gli anni 2000 parlano di Sampras e Federer e di Federer e Nadal – epico il loro scontro del 2008, cercatelo on line se siete maniaci – fino al capolino dei Djokovic e dei Murray, recenti eroi stagionali, cresciuti a vedere gli Slam di quelli citati sopra. Che però ritornano.

Federer, ancora una volta.

Wimbledon
Roger Federer 2003

Wimbledon è potenza che alimenta potenza: il torneo inglese, che ha ispirato una stucchevole commediola romantica (2004), stra-speciali tv, serie di dvd, dirette, libri – Il diavolo vince a Wimbledon di Lauren Weisberger – è più che sport, è più che spettacolo. E’ epica, e niente in realtà intrattiene come l’epica. E adesso ci tocca aspettare un’altro anno per vedere, in tv, chi lo vincerà.