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Cannes 2018: Cold War, ritratto da Palma d’Oro 

Cannes 2018: Cold War, ritratto da Palma d’Oro

Il fascino malinconico e sofisticato del bianconero è qualcosa che solo pochi (grandi) autori riescono a rendere oggi contemporaneo e caldo. Cold War del regista polacco Pawel Pawlikowski, lo stesso dello splendido Ida, si svolge durante il periodo della Guerra Fredda, una storia d’amore tra un pianista, Wiktor, e una cantante, Zula.

Incontratisi per caso durante una selezione di artisti, incapaci poi di stare lontani l’uno dall’altro, per quanto divisi dall’imminente cortina di ferro. L’attrazione di entrambi si rincorre e prende forza, attraverso un arco musicale scandito da atmosfere diverse, dal jazz al folk polacco, le canzoni tradizionali russe, ma anche Rock Around the Clock, 24mila baci, fino a quando, da rifugiati a Parigi, riescono finalmente a unirsi.

Tomasz Kot e la meravigliosa Joanna Kulig (in lizza per il premio come miglior attrice) sembrano riportarci indietro nel tempo, l’estetica di Robert Bresson, o soprattutto a L’eclisse di Michelangelo Antonioni, altra pellicola immortale. Lei, conturbante quasi come la Monica Vitti di allora, e lui, danno vita così ad una girandola di emozioni capaci di colpire al cuore in un modo sconvolgente, tanto da posizionarlo subito tra i papabili per la Palma d’Oro.

Con la speranza di vederlo prestissimo in Italia, grazie alla distribuzione di Lucky Red.

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