La nuova stagione di AHS parte con un piglio diverso. Basta storie di fantasmi o di strane creature, ora i mostri siamo noi uomini. Da Trump a Las Vegas, American Horror Story Cult diventa reale.

Trump e razzismo

La prima puntata parte ben decisa e in tempi recenti e ben delineati. Veniamo catapultati in una famiglia gay durante l’elezione di Trump dello scorso novembre. Basterebbe già questa situazione a farci salire l’ansia e la tensione, i pensieri, d’altronde, sarebbero tanti. Dal possibile allontanamento del figlio, fino ad un razzismo sempre più crescente verso le 2 madri. American Horror Story però, si sa, ama il creepy e il sangue, ecco a voi allora dei pagliacci. Scelta azzeccatissima per il nostro periodo storico e che non fa a stonare del tutto con la situazione che si è creata.

American Horror Story Cult
Trump e la Clinton nella serie

Intanto, però, la piccola comunità viene sconvolta da attacchi di natura razzista che si riveleranno mano mano sempre più determinanti nella serie.

Una denuncia sociale in chiave horror

American Horror Story Cult ci sta davvero sorprendendo, non solo mantiene appieno il suo genere, ma riesce anche ad aggiungere elementi tipici della denuncia sociale. Già solo con questo primo episodio gli autori si sono assicurati un piccolo passo nella storia, compiendo un mezzo miracolo.

Altra caratteristica molto interessante e che ci fan ben sperare è una piccola novità. Sembra infatti che, in seguito alla strage di Las Vegas, gli autori hanno deciso di modificare uno degli ultimi episodi. Possiamo aspettarci una denuncia verso le armi da fuoco ? Chi può dirlo, quello che è certo è che questa nuova serie sta portando elementi nuovi, rivoluzionando un brand che già funzionava e dandogli un tocco in più. Mai infatti si era rivista una tale intersezione di due tematiche tanto forti in una serie horror. Insomma: tanti applausi per il primo episodio e siamo ansiosi di vedere il n°2, questa sera su Fox.

American Horror Story Cult
Twisty il pagliaccio