In un Giappone già proiettato nel futuro, anno 2037, tutti i cani vengono messi in quarantena dalle autorità, spediti singolarmente-collettivamente su un’isola piena di rifiuti, abbandonati al loro destino. Cinque di loro però non si rassegnano, decidendo quindi di fare qualcosa, ma ecco che in loro aiuto, quasi per caso, arriverà un ragazzino, Atari, atterrato per ritrovare il suo fedelissimo cane, Spots, anch’esso deportato. Da qui il desiderio di aiutarlo, scappando via e tornare alla realtà di tutti i giorni, o quasi.

Partiamo da una riflessione a ruota libera, ma nello stesso tempo critica,Wes Anderson è davvero uno dei grandi registi e artisti in circolazione. Un autore ricco di contaminazioni, complesso, capace di costruire geometrie, combinazioni narrative e cromatiche (Moonrise Kingdom o Grand Budapest Hotel) come davvero pochi riescono a fare. L’Isola dei CaniIsle od Dogs – film d’apertura alla Berlinale visto oggi in anteprima mondiale, racchiude molto del suo modo di intendere il cinema, visivamente, pieno di dettagli, quasi in una sorta di moodboard di mode e stili, scandito soprattutto da quei personaggi umorali e umoristici, tanti, che ne hanno decretato una delle caratteristiche maggiormente decifrabili. Dopo Fantastic Mr. Fox, si torna così all’animazione stop motion, adattando insieme agli amici Roman Coppola, Jason Schwartzman e Konichi Nomura (il creatore della storia originale) una pellicola inizialmente cupa di sentimenti, anche in alcune musiche di Alexandre Desplat, che poi però gradualmente sale raccontano di umanità, solidarietà, amicizia e amore.

Come afferma il regista durante la Berlinale:«Desideravo omaggiare registi come Akira Kurosawa e soprattutto Hayao Miyazaki, a cui devo l’attenzione per i dettagli e i silenzi. Con lui si ha la natura e i momenti di pace, un ritmo che non fa parte della tradizione dell’animazione americana, è questo che ci ha ispirato. A volte, lavorando con Alexandre Desplat sulla colonna sonora, abbiamo capito che in alcune scene dovevamo fermarci, se volevamo che il film fosse silenzioso, un aspetto che proviene proprio da Miyazaki».

Il film uscirà in sala il 17 maggio, distribuito da Twentieth Century Fox.