Le prime critiche per la super eroina arrivano dal padre di Terminator. Secondo Cameron infatti, il film propone degli stereotipi tipici della Hollywood maschile.

“Un bel passo indietro”

Questo si evince dalle parole del noto regista che in un’intervista al Guardian ha dichiarato:

cameron wonder woman

“Tutte queste pacche sulle spalle a Hollywood per congratularsi riguardo a Wonder Woman è così sbagliato. È un’icona-oggetto ed è la solita Hollywood maschile che fa sempre la stessa cosa. Non sto dicendo che non mi è piaciuto il film, ma per me è un passo indietro. Sarah Connor non era un’icona di bellezza. Era forte, piena di problemi, una madre terribile, e si è guadagnata il rispetto del pubblico per la sua pura grinta. E per me i benefici di un personaggio come Sarah sono ovvi. Voglio dire, metà del pubblico è femminile»

Più di un’eroina

La questione sembra decisamente complessa e potrebbe avere ancora tanto da dire. Wonder Woman è stata fin dall’inizio un’icona del potere femminista e, in un mondo fatto solo di eroi, risultava la voce fuori dal coro. Al pari di Pantera Nera, questo personaggio è da decenni circondato da un’aurea di speranza e di simbolismo ormai raro. Le parole di Cameron però fanno riflettere (e non poco), poichè per certi simboli non basta un bel film; serve qualcosa di più, una sceneggiatura matura e che stringa semplicemente ammicchi al mondo fantasy.

cameron wonder woman

 

Paradossalmente una donna “normale” impegnata per le cause civili potrebbe essere più adatta come rappresentazione. Il problema di tutto ciò è che venderebbe molto poco e, si sa, se un film non rende non vale la pena di esser prodotto nella logica hollywoodiana. La critica di Cameron va quindi apprezzata ma presa con le pinze, magari ponendosi altre domande: Hollywood produce ciò che vende, non è che sono i nostri gusti ad esser più inclini al relax e meno dalla riflessione ? Ormai, siamo onesti, il compito di far riflettere è qualcosa che si vede sopratutto nelle serie. Lunghi sceneggiati che, grazie alla loro durata, riescono a dar maggior profondità ai personaggi, cosa ormai rara nei film.

Oggi è meglio un film leggero o riflessivo ?

Questa è l’ardua scelta da fare per rispondere alla critica di Cameron. Una domanda molto semplice ma che indica il progresso, o il regresso, nella nostra idea di cinema. Scegliendo la prima risposta la critica del regista canadese risulterà infatti fuori dal tempo, viceversa con la seconda risulterebbe azzeccata e fuori dal coro. A scegliere però è sempre l’incasso e in questo momento sembra decisamente andar contro al regista. Wonder Woman infatti risulta essere, a livello di botteghino, uno dei migliori cinecomics di sempre. La critica di Cameron è quindi davvero un tardivo grido di un naufrago ? A voi la risposta.