Il Festival di Cannes è ufficialmente partito, scegliendo però fin da subito una linea ben precisa, aprendo (fuori concorso) e nella Semaine de la Critique, grazie a due lavori distinti, per epoca e ambientazione e uniti però da un comune denominatore, la dissoluzione famigliare, piena di segreti e bugie.

Accoglienza tiepida è stata riservata al premio Oscar iraniano, Asghar Farhadi, che con Everybody knows (coprodotto anche dalla Lucky Red di Andrea Occhipinti) thriller capace di ricongiungere sul grande schermo, a poca distanza di Escobar, la coppia (nella vita) di Javier Bardem e Penélope Cruz.

Everybody Knows

La campagna spagnola fa da sfondo così alla protagonista, Laura, tornata a visitare insieme ai figli il suo paese d’origine, grazie all’imminente matrimonio della sorella, occasione che le permette di rincontrare anche un suo vecchio amore adolescenziale, Paco. Ma quando la figlia di lei, Irene, scompare nel nulla, senza lasciare traccia, ecco che l’evento inizia a far emergere dubbi e misteri riguardo a tutti i membri della famiglia. Tutti però, lì in paese, sanno qualcosa…

Carey Mulligan appears in Wildlife by Paul Dano.

La vera sorpresa arriva invece dall’opera prima di Paul Dano, uno dei grandi caratteristi del cinema indie americano, passato dietro la macchina da presa con un dramma ambientato nel 1960, Wildlife, dove, attraverso gli occhi di un figlio, assistiamo lentamente alla crisi di una coppia, interpretata da Carey Mulligan e Jake Gyllenhall, qui anche produttore. Potenza visiva, e scrittura sofisticata, quella di Zoe Kazan, ci portano all’interno di un piccolo universo emozionale, ricco però di sfumature e suggestioni emozionali. Una pellicola preziosa, che ci si augura, possa trovare subito una distribuzione italiana.

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