In pochissimo tempo sono passati dal fare i commessi ad avere sotto il palco anche 3000 persone, fino a suonare in apertura ai Phoenix: Fausto e Francesca, due ragazzi di provincia trapiantati a Milano che raccontano la loro realtà mixando al rap, l’elettronica e il cantautorato. A Maggio è uscito l’ultimo singolo “Nudo Integrale”, dichiarazione d’amore nei confronti della musica e, nel frattempo, è partito il tour che li vedrà impegnatissimi tutta l’estate. Abbiamo scambiato qualche parola con Fausto che ci ha raccontato un po’ più nel dettaglio cos’è, e com’è nato, il progetto COMA COSE

CIAO FAUSTO!COME VA?

Bene, bene!Sono giorni tranquilli, giorni cuscinetto tra una data e l’altra in cui riusciamo a fare un po’ le cose serene tipo la spesa, mangiare sano e soprattutto riposarci nella nostra tana!

IMMAGINO SIATE MOLTO STANCHI, AVETE AVUTO MOLTO SUCCESSO IN POCHISSIMO TEMPO: VI SIETE MAI SENTITI IMPREPARATI O SIETE NATI PRONTI?

Non ci aspettavamo che le cose crescessero in cosi poco tempo, pensavamo che il percorso sarebbe stato più lungo, certo ci aspettavamo una crescita perché i brani, creati uno alla volta, respirano il risultato di quello precedente e quindi quello che ci succede attorno. Eravamo preparati su come avremmo voluto svelare il progetto, dei colori che avremmo voluto mettere nelle canzoni, solo che è avvenuto tutto molto più velocemente del previsto!

Sull’impreparato non lo so, prendiamo tutto in maniera positiva, si vive l’entusiasmo e si cerca di farne tesoro per restituire tutto in performance e in musica, senza una vera e propria preparazione. Ovviamente prima dei concerti un po’ di strizza c’è anche perché, come dicevamo prima, abbiamo scalato le tappe in maniera molto rapida, che però è una fotografia di come gira adesso: i ragazzi stanno sposando nuovamente la causa del live e quindi, rispetto a qualche tempo fa, c’è molta più partecipazione, e ci si mette meno a fare il “salto”.

COME MAI LA SCELTA, SE DI SCELTA SI TRATTA, DI FAR USCIRE UN BRANO ALLA VOLTA PIUTTOSTO CHE UN ALBUM INTERO?

E’ stata dettata dal fatto che avevamo in mente il percorso ma non le canzoni. L’idea iniziale era quella di un progetto tridimensionale, composto da fotografie da mettere su IG, seguite dai primi pezzi più rap, ai quali abbiamo inserito in seguito le note più melodiche. L’obiettivo era quello di tirare su un lavoro contemporaneo che poteva darcelo solo lo scrivere una canzone alla volta. Inoltre siamo lenti nella produzione della canzone, siamo attenti ai dettagli e ci occupiamo noi stessi dei video, quindi fisiologicamente produrre un brano ci prende circa 2/3 mesi ed è più comodo prepararne una alla volta!

PARLATE DI UN PROGETTO CONTEMPORANEO CHE PERO’ FA SPESSO RIFERIMENTO AI GRANDI CANTAUTORI ITALIANI DEL PASSATO: DA COSA E’ NATO QUESTO BISOGNO?

E’ nato dall’esigenza di riprendere qualcosa che sentivamo mancare un po’ nel nostro lavoro, ma anche dalla necessità di ringraziare i padri della musica italiana che per anni ci hanno fatti stare meglio e consolati in momenti di malinconia. E’ qualcosa che è nato spontaneamente: è musica che ascoltiamo frequentemente e che si inserisce automaticamente nei nostri brani, un po’ come la metropolitana o il naviglio.

QUAL E’ SECONDO TE LA FORMULA VINCENTE DEI COMA COSE?

Sicuramente la trasparenza , ma anche l’utilizzo del rap per parlare di sentimenti quando in realtà è un genere che nasce con tutt’altro mood. Piace molto il risultato del far convivere questi due registri, quello più profondo, decontestualizzato in un tessuto anche ironico, come può essere la vita di tutti i giorni.

E L’ESSERE COMPOSTI DA UNA FORMAZIONE MISTA RIESCE A TRASMETTERE QUALCOSA DI DIVERSO? SE NON SBAGLIO SIETE UNA COPPIA ANCHE NELLA VITA…

Sì, ma non lo diciamo mai per evitare l’effetto Albano e Romina!

L’essere una coppia è un ulteriore elemento oltre ad avere entrambi i di vista maschile e femminile che rendono l’esperienza più totalizzante.

Comunque non saprei dirti, è il nostro parametro è sempre stato così, non abbiamo mai analizzato la cosa.

PARLANDO DEI VOSTRI BRANI, SO CHE LA METRICA PER VOI FUNGE DA LIMITATORE, COSA INTENDETE ESATTAMENTE?

Beh, le canzoni hanno dei bei significati, ma vanno scritte e chiuse e lì subentra la parte di mestiere. Far vivere un messaggio in uno spazio conciso non è facile, va sintetizzato: da una parte è un lavoro complicato perché devi dire le stesse cose che diresti in 3 righe in 5 parole, dall’altra diventa una sorta di divertente sfida che ci impedisce sia di entrare nel “pippone” che di essere troppo didascalici.

E PER QUANTO RIGUARDA I LIVE COM’E’ ANDATA LA PRIMA VOLTA?

La prima volta è stata una roba abbastanza agghiacciante: per Francesca era la prima esperienza live, inoltre non era un concerto, ma un evento in cui il palco non era adatto… non avevamo neanche le spie!

Col tempo le cose sono nettamente migliorate, abbiamo lavorato, e stiamo lavorando tutt’ora, per rendere tutto più rotondo e sciolto, ma senza impazzire. Il solo neo è che per ora abbiamo ancora pochi pezzi, motivo per cui quasi tutte le date di quest’estate le faremo in apertura ad altri artisti che hanno fuori un disco, ed è la dimensione più giusta per noi in questo momento.

INVECE CON I PHOENIX?

Beh quello è stata una figata! Eravamo entusiasti e allo stesso tempo spaventati, ci rendevamo conto del fatto di essere davanti ad un pubblico che non parlava la nostra lingua, e noi siamo 80 % testo, però il feedback è stato super positivo e ci siamo veramente resi conto di come la musica vada oltre le parole. Però l’esperienza l’abbiamo praticamente vissuta in apnea! Poi vabbè, conoscere i Phoenix è stato unico, persone fantastiche nonostante siano artisti internazionali!

ALTRO PUNTO FOCALE DEL VOSTRO PROGETTO SONO I VIDEO CHE SCRIVI E DIRIGI TU: LO FAI PERCHE’ NON TI FIDI DEGLI ALTRI?

Ma no, lo faccio perché mi diverto! Lo faccio senza competenza o velleità, per me è un gioco.

Quando abbiamo iniziato un anno fa l’aspetto video ci interessava molto di più, già ora lo troviamo un po’ obsoleto e ci annoia. Come ho iniziato in maniera entusiastica mi sono già stancato, nonostante abbia ricevuto proposte anche da altri artisti.

IL TEMA PRINCIPALE DEI VOSTRI TESTI E’ MILANO: 2 PRO E 2 CONTRO.

Di contro manca un po’ di natura, che per me del lago è importante, e che l’ instaurazione di rapporti profondi non è cosa semplice: gli amici che lasci in provincia sono diversi! Purtroppo le persone le senti vicine fino ad un certo punto.

Come pro il fatto che sia una città sempre attiva, anche se suona come luogo comune, e che grazie alla sua multi etnicità offre numerosi spunti a noi artisti.

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