Emis Killa non si ferma e tra le varie collaborazioni ecco che spunta fuori anche quella con Family First Milano, brand di streetwear ormai consolidato nel panorama italiano. Abbiamo incontrato Emiliano e gli abbiamo fatto delle domande sulla capsule, sulla sua musica e sul suo stile.

Perché hai accettato la collaborazione con Family First?

Bè, perché no! Con i ragazzi di Family ci conoscevamo già da un paio d’anni, da quando io facevo The Voice. Mi contattarono e mandarono dei capi che iniziai a mettere. Abbiamo lo stesso gusto stilistico e in breve tempo è nata la collaborazione. La stessa capsule è stata facile idearla, non abbiamo avuto problemi a far incontrare i due mondi.

I due mondi, ovvero?

Siamo abituati a distinguere il rapper dallo stilista. In realtà nel nostro caso non sono due mondi diversi ma si tratta di ragazzi giovani, alla mano e a cui piace la raffinatezza nelle cose scialle.

Cosa volevate comunicare con la capsule?

In realtà non è questione di voler comunicare ma di voler creare dei capi indirizzati a tutte le persone che hanno del gusto, non orientandoci perl sulla moda snob. Non volevamo competere con il fashion.

Il gusto?

Determina la personalità.

Il fashion?

E’ un mondo a parte, che non mi rappresenta e che non condivido.

Il fashion può avere tante definizioni. Tu in minima parte gli appartieni.

Associo il fashion alle sfilate e alle settimane della moda in cui il concetto di street style non e affine con il mio intendimento dello stesso. Appartengo alla moda ma non a una moda fashion. Faccio distinzione tra i due termini nonostante siano poi la stessa cosa.

L’associazione musica e moda?

In America lo fanno da anni. Ricordo di un documentario che si chiama Fresh Dressed in cui si racconta di come il mondo rap abbia influenzato la moda fino a farne parte. Credo sia anche furbo in realtà.

La capsule quanti pezzi ha?

11, divisi in capi da tutti i giorni, una camicia con una fantasia un po’ da narcotrafficante, che è forse anche il pezzo più pettinato, e i capi in arancio che riprendono lo stile prigioniere e che sono più eccessivi.

L’arancio?

E’ il mio colore dell’anno. Mi sono sentito così per tutto l’anno e volevo dei pezzi che fossero tutti arancioni. Mi piacciono i capi vistosi, mi reputo un tipo estroso e mi piace tutto quello che si fa notare e questi capi secondo me esprimono questo.

Le due facce?

E’ stata una scelta di Family. Facevano già una linea simile e mi piaceva molto il concetto. Gli ho chiesto di mantenerlo. Il risultato è stato Napoleone e Pablo Escobar e a me piacevano entrambi.

Le tue canzoni?

Ogni canzone è diversa, mi piace il fatto che non ho un messaggio da portare avanti. Non sono quel tipo di artista e i miei messaggi cambiano in base ai testi. Posso raccontare qualsiasi cosa, basta farlo in maniera interessante.

Emiliano in una parola?

Vero.

Una che invece descrive Emis Killa?

Vero, proprio perché emiliano è vero, è vero anche Emis Killa.

Persona e personaggio?

Il personaggio è ciò che vede la gente e che percepisce. Spesso non combacia con la persona, anche se in questo caso al 90%sono identici. Il restante 10% riguarda i momenti della mia vita privata e di cui la gente non conosce nulla, ma il modo in cui mi esprimo, quello che dico, i miei ideali e i miei valori restano gli stessi.

Caratterialmente?

Credo di avere due personalità. Da una parte sono profondo e dall’altra sono molto arrogante, per certi versi sono superficiale e per altri invece no. Mi appartengono le sfaccettature. Insomma, Emis Killa è l’amplificatore di Emiliano e non ci sono grosse differenze.