Sommersi da un’infinità di giochi Battleroyal in cui lo scopo principale è uccidere e sopravvivere fino a rimanere gli unici in gioco, i signori russi di Battlestate Games hanno ben pensato di trovare una variante a tutto ciò ispirandosi a una famosissima mod di Arma cioè DayZ. Hanno creato Escape from Tarkov.

Semplice o complesso? La vera identità di questo gioco non è ancora ben chiara a tutti, ma è proprio questo a renderlo anche uno dei giochi più interessanti e seguiti del momento dagli appassionati del genere.

A differenza dei classici survivor, Escape ha delle meccaniche molto interessanti, la logica del loot è alquanto crudele, ma allo stesso tempo fantastica.

Inoltre quello che portiamo nel raid se veniamo uccisi rimane alla merce del prossimo player, partendo da un semplice raid dove ci troveremo con il nostro player all’interno di una istanza situata in uno spezzone di mappa (al momento 4) condivisa con altri player e scav (i bot).

Lo scopo è semplice: sopravvivi, razzia, uccidi se necessario e scappa in una delle via di fuga designate e che dovremo impararci per bene.

La simulazione di questo gioco è molto alta, basti pensare che non esiste Hud per armi, i classici gamertag dei nostri amici con i quali affronteremo le nostre sfide non sono visibili, creando in molti momenti confusione e incertezza, la coordinazione in team è indispensabile e necessaria per sopravvivere e soprattutto non fare fuoco amico e, in certi casi, coordinarsi per lasciare passare un nemico senza farsi vedere per evitare ingaggi inutili a fine raid.

Le armi hanno un dettaglio elevato e ben curato nei minimi dettagli. Il loro modding ha un sistema evoluto quasi maniacale, infatti si può smontare pezzo per pezzo.

Una volta riusciti nella fuga riceveremo XP che ci aiuteranno ad avanzare di livello per poi interagire con un sistema di venditori con i quali dovremo fare affari di ogni genere per potenziarci nel migliore dei modi. Inoltre, proprio questi signori ci daranno degli incarichi che avranno delle ricompense di ogni genere, da XP a soldi o altri oggetti.

In sintesi è un gioco che deve ancora trovare una propria identità, ma allo stesso tempo diverte e mantiene una suspance che in pochi giochi si trova. Il livello grafico è elevato, ma non al top. Essendo ancora una beta c’è ben da sperare.

Sicuramente interessante sarà la open Beta annunciata per la metà del 2018.