Il giovane chef, con il suo El Coq, da appassionato videogiocatore, è volato in Montana alla scoperta dei luoghi sui quali è stato ambientato il quinto capitolo di Far Cry. Per la prima volta l’alta cucina si avvicina al mondo dei videogiochi.

Cogo ha appena 30 anni, è uno degli Chef stellati più giovani al mondo. Agli ultimi Chef Awards, gli è stato assegnato il titolo di Miglior Chef Innovativo. Il suo passatempo preferito? Oltre all’enogastronomia e i viaggi, Lorenzo è un appassionato videogiocatore, un vero cultore della console. Ci gioca da sempre, con gli amici e soprattutto con il fratello minore, con il quale non si è mai perso un capitolo di Far Cry, la saga videoludica targata Ubisoft giunta al suo quinto appuntamento.

Le ambientazioni del gioco saranno quelle dell’incantevole Montana, The Last Best Place (l’ultimo posto meraviglioso), come lo definiscono gli americani. È per questo che Lorenzo, da vero fan di Far Cry, ha girato in lungo e in largo lo “Stato del grande cielo” per trarre ispirazione e creare nuovi piatti da dedicare al videogame.

E’ stato un tour che ha attraversato quasi tutto il Montana, facendo tappa in quei luoghi magici che hanno ispirato il team di sviluppatori e creativi di casa Ubisoft nella realizzazione del nuovo Far Cry 5.

Da questo viaggio lo chef si è fatto ispirare creando tre ricette innovative che rispecchiano perfettamente il suo stile sperimentale e uniscono, per la prima volta in assoluto, alta cucina e videogiochi.

Il primo tratta il tema della fede che vedremo molto presente nel gioco, infatti, il piatto s’intitola “Comunione”: una tartare di cuore tra due ostie a cui lo chef ha abbinato un Bloody Mary, un evidente richiamo alla setta di fanatici attorno a cui si snoda la storia del gioco. Nella seconda ricetta, il ragù di cervo, animale simbolo della gastronomia del Montana, incontra un pacchero gratinato, riprendendo il concetto di contaminazione tipico della cucina istintiva di Cogo. Protagonista del terzo piatto è un altro animale tipico, la trota iridea, che viene condita con maionese al ginepro e cous cous di cavolfiore.

Per Lorenzo è stato un viaggio memorabile:<<Località affascinanti e ricche di storia, con una cultura gastronomica che mi ha di certo arricchito e soprattutto ha soddisfatto appieno la mia insaziabile curiosità>> conferma Cogo:<<La gente del posto è stata accogliente e pronta a svelarmi tutti i segreti della loro cucina e non solo, abbiamo persino pescato e cacciato per poi cucinare e gustarci il frutto del nostro lavoro insieme, dopo giornate veramente faticose, ma estremamente gratificanti>>.

© Riproduzione riservata