frassica plaggers

di Dario Venturi

Nino Frassica va a teatro. Dopo la tv – da “Quelli della notte” a “Don Matteo”,  totalmente a suo agio dalla creatività comica surreale ad un ruolo nazionalpopolare – non perde la verve di mattatore nello spettacolo “Nino Frassica & Los Plaggers Band Show”. Lo sta portando ora in giro per l’Italia. Noi l’abbiamo visto in scena all’Ariston di Sanremo, tempio dell’Italia che ha poco tempo da dedicare alle pagine scritte ma che canta a memoria le canzonette della tradizione.

Accompagnato da una band di musicisti professionisti dal nome inequivocabile, “I Plaggers” (fusione tra Platters e “plagio”), da vita a un pot –  pourri di canzoni famose mixate in un frullatore di demenzialità non sense che sconfina nella satira quando tocca i nomi noti del nepotismo musicale patrio. C’è spazio anche per la gag-parodia di un talent show con la fidata spalla – di Ladispoli – Francesco Scali, vestito da improbabile ballerino musicista. Uno spettacolo rodato, che funziona, nelle sue due ore nette. Una grande festa, un’operazione di memoria musicale con un repertorio formato da oltre cento brani rivisti e corretti, in cui canzoni famosissime, pur mantenendo la propria identità, sono tagliate e ricucite alla maniera di Frassica.

Divertente e spassoso, in attesa che un Frassica dalle doti di mattatore non torni nelle foreste assieme a Terence Hill, alla comicità – involontaria – di Don Matteo.