La Mezzanotte di Ghemon, di Marco Cresci

S’intitola “Mezzanotte”il nuovo album di Ghemon il cui singolo di lancio “Un Temporale” ha raggiunto il primo posto nella Viral 50 – Italia di Spotify grazie a una ricchezza musicale e lessicale con una forte parte melodica che ha portato l’artista di Avellino più verso il cantato che al rap. Per la prima volta oltre che nella stesura dei testi e delle melodie, Ghemon si è cimentato anche nella composizione delle musiche, ottenendo un lavoro compatto e estremamente personale. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come è nato:

La mezzanotte separa il giorno che finisce da quello che inizia, come mai hai scelto questa parola come titolo del tuo nuovo album, segna anche per te l’inizio e la fine di qualcosa?

L’ho trovato perfetto, proprio perché su questo dualismo a cui accenni: un giorno arriva allo scadere e ne incomincia uno nuovo. A livello di mood, è un lavoro che celebra la fine di tante cose, specialmente della mia vita personale. Come ogni medaglia ha però una faccia non visibile, una finestra sul futuro a cui voglio arrivare sgomitando, sudando e lottando. E’ un disco molto fisico.

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Il nuovo singolo s’intitola Temporale, perché hai scelto questa canzone come biglietto da visita per l’album?

Perché è la fotografia perfetta per spiegare a cosa si potrebbe andare incontro ascoltandolo, seppure sia un disco coraggioso e pieno di sorprese che si apprezza meglio nella sua interezza, piuttosto che un pezzo alla volta. Sono particolarmente fiero di come lo abbiamo sviluppato creativamente, non c’è un metro di paragone in Italia al momento e questo è sempre stato il mio obbiettivo di fondo. Inoltre “Un Temporale” l’ho scritto e composto da solo, quindi ci sono io al centro e perciò mi rappresenta.

Quando scoppia un temporale ti ripari dalla pioggia o continui a camminare come se nulla fosse?

Nella canzone dico che sostanzialmente non ho nessun modo per proteggermi da questa pioggia che scende incurante di tutto. In effetti, non mi ricordo occasioni nella vita in cui non abbia affrontato gli ostacoli improvvisi a viso aperto, prendendomi tutte le conseguenze del caso.

Kintsugi prende il titolo da una tecnica giapponese che utilizza l’oro per riparare gli oggetti di ceramica, tu cosa devi riparare?

Sono umano, quindi c’è sempre qualcosa da modificare, per come la vedo io. Sai, ora che ci penso, mi ricorda mio nonno questa cosa. E’ sempre stato uno che si arrangiava in qualsiasi lavoro manuale e quando mi veniva a trovare a casa che ero ancora piccolo, dopo essere entrato diceva: “Cosa c’è da sistemare?”; magari anche se la casa era perfetta, qualcosina da mettere a posto c’era o la trovava lui. Ecco, il mio spirito è lo stesso…La vita è in divenire.

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La copertina del disco è un’immagine di due donne nude abbracciate su un letto pixelata, ma quando apri il cd l’immagine si rivela senza censura. Cosa rappresenta per te questo scatto?

E’ stata inizialmente una mia suggestione, quella di poter rappresentare due corpi femminili nudi, poi declinata con grande gusto dal fotografo Iosonopipo e da Corrado Grilli. Trovo che nelle forme, le donne siano il soggetto più artistico che esiste in natura. Nelle foto a cui accenni, ci sono due anime che si incontrano, che poi rappresentano le mie: un ragazzo italiano che dialoga attraverso la musica nera, il giorno e la notte, la luce e il buio (inteso a livello cromatico). E poi lo scatto dell’abbraccio è in una pagina interna del booklet. La copertina, in realtà, ha un segreto che si scopre solo acquistando il vinile o il cd.

So che sei un appassionato di serie tv, quali sono le tue preferite e perché?

Le ultime due che ho visto sono “Brockmire” e “Sneaky Pete”. La prima ha dei dialoghi pazzeschi e un’amara ironia di fondo, che è molto simile alla mia. L’altra mi sembrava solo ben articolata, quindi una puntata ha tirato l’altra. Parla di uno che vive truffando, cambiando identità di continuo e costruendo tutta la sua realtà sulle menzogne. Mi ha colpito molto la frase: “Se dici a un bugiardo che l’hai scoperto, costruirà semplicemente una bugia più grande”. Sono spunti interessanti di lettura della realtà.

L’ultimo album di cui ti sei innamorato:

Ultimamente creo tantissime playlist, la trovo una cosa estremamente utile per accumulare musica sconosciuta e poterla studiare. Se devo scegliere un LP, è proprio uscito in questi giorni ed è il nuovo album di Son Little.

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