La camorra può diventare oggetto di ironia? Entertainment Illustrated lo ha chiesto a Sergio Roncucci, game designer e creative director della Cards e Company.

Tra le numerose invenzioni ludiche del giovane ideatore napoletano ci sono Orgasmo, Italian Jobs e Gomorraland, giochi di carte con una missione ben precisa, quella di ironizzare sulle tematiche e i problemi della vita reale, non portando chiaramente a evitare il problema o a sminuirne l’importanza, ma mirando ad alleviare e alleggerire la realtà con una risata.

In Gomorraland, ad esempio, vestiremo i panni di un boss della malavita, guidandolo nella sua spietata e tragicomica corsa verso il trono della criminalità, risultando, al termine del gioco, o chiù fetent. Per centrare l’obiettivo ci affideremo ai nostri scagnozzi e alla pesca fortunata di carte abilità che, con grande ironia, si ispirano alle scene più celebri della quasi omonima serie tv. Inoltre, vvisti i numeri, l’idea di Sergio Roncucci si è rivelata vincente ma non esente da critiche. Come succede, a mio parere in modo decisamente opinabile, anche per i videogames e la serie tv stessa, c’è chi lamenta la possibilità che i più giovani possano emulare le gesta dei personaggi del gioco.

<<Sono molto scettico sul fatto che Gomorraland possa svegliare lo spietato criminale che si nasconde in ognuno di noi. Alla fine della partita, conoscendo il mio appetito, il gesto più estremo che potrei commettere sarebbe quello di ordinare Doje Fritures e in questo caso l’unica vittima reale della serata sarebbe il mio peso forma>>.

gomorraland

Sergio come è nata l’idea di Gomorraland?

Sono di mentalità savianiana. Partendo dal presupposto che condivido il modo di agire di Roberto Saviano e non credo assolutamente che le sue riflessioni possano ledere Napoli e la sua cittadinanza, mi sono rifatto ad uno dei suoi pensieri per la creazione del gioco. Sono d’accordo con lo scrittore quando dice che per combattere la malavita bisogna ridicolizzarla, riderci su. Con la casa editrice abbiamo creato un gioco che richiamasse la criminalità organizzata, non solo la camorra ma tutte le organizzazioni. Gomorraland attiva le menti e mantiene alta l’attenzione sull’argomento.

Il gioco ha raccolto tanti consensi, ma inevitabilmente è stato oggetto di critiche.

Abbiamo registrato subito buoni risultati, anche Fabio De Caro e Salvatore Esposito, Malammore e Genny Savastano della serie tv, hanno condiviso il nostro lavoro. Dal profilo del design il gioco piace, poi si possono avanzare altre ipotesi e perplessità, ma dubito che ai giocatori venga voglia di emulare realmente le gesta di Tatore Conte o Antonino Riino.

Trattare questo problema in modo così ilare non potrebbe risultare offensivo per qualcuno?

In Gomorraland non c’è alcun contatto con le vittime della camorra o con chi è rimasto passivamente coinvolto con le organizzazioni criminali, i personaggi sono tragicomici e di fantasia, nelle dinamiche del gameplay non sono presenti estorsioni o rapine. Le azioni che si muovono nel gioco sono rivolte agli scontri tra i clan e alle dinamiche della malavita come alleanze e tradimenti.

Quindi si cerca di eliminare la paura facendosi qualche risata?

Questo è l’obiettivo del nostro brand, mettere in evidenza i problemi sociali e, grazie agli sviluppi delle dinamiche di gioco, regalare divertimento ai giocatori. Lo dimostrano anche le altre nostre creazioni, quali Orgasmo che fa il verso all’universo del sesso e Italian Job che ironizza sulle problematiche lavorative degli italiani.

Ok il rendete meno pesanti e in un certo senso simpatiche le tematiche che affliggono i cittadini, ma la politica dove l’avete messa? Anche questo argomento fa ridere e potrebbe essere preso in considerazione.

Ci stiamo lavorando, ci sono dei test in corso. Non può mancare nella nostra collezione un gioco simile, un tassello come la politica deve essere preso in considerazione. Noi siamo votati al divertimento e qui da noi spunti interessanti non mancano di certo.

gomorraland