Il mercato digitale dei giochi di carte si arricchisce di due nuovi sfidanti, Hearthstone manterrà il primato o rischia di perdere la corona ?

In origine fu Blizzard

Hearthstone
Hearthstone

L’11 marzo 2014 viene lanciato sul mercato digitale Hearthstone: Heroes of Warcraft, il gioco di carte di casa Blizzard ispirato all’arcinoto World of Warcraft. Fu un successo spaventoso, mai nessuno infatti aveva scommesso concretamente sul digitale come piattaforma per giochi di carte. C’erano stati blandi tentativi di giochi come Magic o Yu-Gi-Oh, decisamente più noti per la loro versione cartacea, ma erano tutti stati sconfitti in partenza dalla loro troppo ampia base di carte e dalla loro complessità. La Blizzard invece riusci a portare un gioco scherzoso e con meccaniche tanto semplici da essere apprese da tutti, la meccanica del free-to-play permetteva inoltre a chiunque di iniziare a giocarci senza spendere nemmeno un euro.

Hearthstone
Kripparian, uno degli streamer più seguiti su Youtube con 950’000 follower

Grazie a queste caratteristiche Hearthstone è riuscito in brevissimo tempo a diventare il card game più diffuso sulla rete, la vera forza però è arrivata dopo, grazie ad un’altra brillante intuizione della casa di Irvine: puntare tutto sui Social. Blizzard infatti è stata la prima casa di questo tipo a supportare attivamente gli streamer su Twitch e Youtube per farsi pubblicità, creando anche grandi tornei con in palio premi che raggiungono anche le centinaia di migliaia di dollari. I numeri per primi mostrano come sia stata azzeccata la scelta: solo nel 2016 è infatti arrivata a fatturare 390 milioni di dollari, diventando il primo gioco di carte in assoluto per guadagni.

Un bottino che ingolosisce

Visto l’enorme successo diverse case hanno provato a gettarsi nella mischia, ma con risultati molto diversi fra di loro. La prima fu Wizard of the Coast che rilanciò nel 2015 il suo storico marchio, Magic, con una nuova formula free-to-play, il gioco però non convinse i potenziali giocatori, ancora demoralizzati dal livello troppo complicato e poco casual-friendly. Il risultato fu rapidamente archiviato e tutt’ora in pochi hanno sentito parlare di Magic Duels, il titolo scelto per questa versione.

TES Legend e Gwent

Recentemente però è parso molto chiaro chi potrebbero essere i 2 veri competitors di Blizzard: Bethesda con il suo The Elder Scrolls Legend e CD Projekt con Gwent. Il punto di forza in comune è quello di poggiare entrambi su una solidissima saga videoludica. The Elder Scrolls infatti è dal 1994 che con i suoi 6 capitoli continua a stupire migliaia di videogiocatori in tutto il mondo, Cd Projekt non è da meno e da 10 anni è presente nelle nostre console con The Witcher. Per il resto però i giochi sono completamente diversi.

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Una schermata di The Elder Scrolls Legend

TES infatti ha scelto una strada forse poco originale ma molto concreta, prendendo i lati migliori di Magic ed Hearthstone, correggendoli ed adattandoli al suo universo. Molta tattica, poco RNG (fattore casulaità) e la possibilità pressoché infinita di creare mazzi, caratteristica tipica di Magic. Unica vera grande novità su TES è la presenza di due zone di campo con caratteristiche particolari e che cambiano da modalità a modalità, fornendo un’esperienza sempre nuova al giocatore. Anche il fattore costo è molto contenuto, con ricompense decisamente più sostanziose di HS e la possibilità, stavolta concreta, di creare mazzi letali con qualsiasi tipo di carta e sinergia. Bethesda ha poi mostrato chiaramente di volerne fare uno dei suoi cavalli di punta, presentando la nuova espansione addirittura all’E3, mossa che conferma la volontà di puntarci molto sia in termini di soldi che di tempo.

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Gwent

I punti di forza di Gwent sono al contrario legati ad una completa rivoluzione videoludica. Gwent è infatti diverso da ogni suo predecessore con meccaniche originali e mai viste prima, scegliendo così di legarsi completamente alla tattica anche a costo di sfavorire la velocità del gioco. La mossa è molto coraggiosa ma sta dando già i suoi frutti, considerando che, anche se è ancora una versione Beta, sta riscuotendo un più che discreto successo sui social. Non stiamo ancora parlando per entrambi di nulla di paragonabile a HS, la strada però sembra possibile per entrambi, chissà che la Blizzard riesca a perdere il monopolio italiano.