Sta invadendo lo scenario musicale italiano con la sua musica e i versi delle sue canzoni. Lui è Laioung e lo abbiamo intervistato.

Giuseppe, chi sei?

Un ragazzo che in testa ha poche cose che valgono tanto. Tra queste la musica, alla quale sono arrivato perché volevo creare qualcosa di artistico che esprimesse me stesso. Volevo dimostrare di valere.

Che musica ascolta Laioung?

Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Future, Reich Ars e tanti altri.

Perché?

Mi piace qualcosa che mi ispira a fare qualcosa, che mi lascia il segno, come queste voci. Il talento e lo stile se non trasmettono non ispirano e automaticamente non spaccano.

Photographer e Art Director, Manuel Scrima | Stylist, Paolo Lattuada | Grooming, Fabio Leone | Photo Assistant, Yara Piras. Total look Yezael by Angelo Cruciani, bandana Levi’s, scarpe Alberto Guardiani, occhiali Saturnino Eyewear

Che cosa trasmettono?

Emozione. La musica è formata da tre elementi: il basso, che è la vibrazione che ci penetra dentro, da quando siamo nella pancia, la batteria che ci dà il ritmo e la melodia, che invece esprime lo stato d’animo e quindi l’emozione. Io analizzo sempre questi tre per capire se sto facendo un pezzo giusto.

Palermo?

Ci sono stato dai miei 16 ai mei 19 anni. È stata una città che mi ha segnato, li ho conosciuto il linguaggio della strada e l’ho assorbito, insegandomi che proprio in strada non ci sono amici, ma te la puoi cavare in un modo o nell’altro. Ho capito il senso dell’umiltà nella povertà, grazie al mio amico Marcello e altri due sono morti, Marco a causa del sovrappeso e Francesco si è suicidato. Ci avevo litigato e non ci parlavamo più. Quando ho saputo che si era tolto la vita sono stato male.

Quando hai dormito per terra l’ultima volta?

6 mesi fa, quando tornai dal Canada con un solo zaino militare, il computer, le mie tre paia di scarpe e i mei vestiti. Andai a vivere con i mei negri in uno studio di registrazione in cui dormivano 30 persone. Io dormivo con loro per terra. Beh andò meglio di quando dormii in Canada sopra un tavolo d’acciaio perché era meglio dello stare sul pavimento. Era un passo avanti.

Le tue canzoni?

Ne ho una per ogni stato d’animo.

RRR?

È un movimento nato dalla strada, significa Real Recognizes Real, è il mio motto. Volevo lavorare con la gente vera, non dando tanta priorità al talento.

Photographer e Art Director, Manuel Scrima | Stylist, Paolo Lattuada | Grooming, Fabio Leone | Photo Assistant, Yara Piras. Tuta Iceberg, bandana Levi’s.

I tuoi valori?

Verità e lealtà.

Che messaggio vorresti mandare con le tue canzoni?

Positività, speranza, motivazione… motivazione, motivazione e motivazione. Dopo che senti la mia roba devi poter fare tutto quello che vuoi, sempre con positività. Positività attrae positività.

Quale collaborazione ti è piaciuta di più?

Quella con Fabri Fibra perché è un artista che ha molto rispetto per la cultura musicale ed è molto umile, e quella con Biagi Antonacci, merito del figlio che impazzì per il mio pezzo con Gue Pequeno e mi propose al padre. È un sogno essere nel suo ultimo disco.

Cos’è lo stile?

Cultura. Solo possedendo una cultura puoi possedere stile e automaticamente una libreria musicale che sia solo tua. Solo espandendo la tua personalità non avrai più complessi di inferiorità ma sarai libero di essere te stesso e di esprimerti attraverso essa. Meglio l’originalità di un artista che la sua bravura.

Photographer e Art Director, Manuel Scrima | Stylist, Paolo Lattuada | Grooming, Fabio Leone | Photo Assistant, Yara Piras. Total look Bad Deal, scarpe Alberto Guardiani.

Cosa diresti ai tuoi followers?

Di non drogarsi e di focalizzarsi su quello che amano, perché possono fare ed essere tutto quello che vogliono. Se si drogano e stanno con le persone sbagliare in un attimo perdono tutto. Bisogna isolarsi e capire sia il loro scopo e se non hanno idee ormai hanno internet, non ci sono scuse.