Stanno spopolando con la loro canzone “Il Giro del Mondo”. Checco, Miriana e Mario, meglio conosciuti come i Musicomio, ci raccontano di com’è iniziata, dei loro obiettivi, dell’amicizia con Pio e Amedeo e, cosa più importante, di se stessi.

Chi sono i Musicomio? Raccontateci qualcosa di voi: quando avete cominciato, come mai questo nome così particolare.

I Musicomio sono una band emergente composta da Checco, Miriana, Mario. Siamo tutti provenienti dalla stessa città, Foggia; abbiamo iniziato a incontrarci nei locali e durante i live show del territorio, per poi ritrovarci in una fattoria musicale dal nome “KomioFactory”. Era l’anno 2014 e da quest’occasione nacque una sinergia tale che ci portò ad inseguire insieme questo sogno.

Il nome Musicomio nasce dalla fusione della nostra passione per la musica, la pazzia di essersi uniti in una band nonostante ognuno dei tre abbia un proprio genere musicale, (e spesso sembra di essere in un manicomio!) ed ovviamente è anche un omaggio alla nostra amata “KomioFactory”.

Quali sono i vostri ruoli all’interno della band? Di cosa si occupa ognuno di voi?

I nostri suoli sono ben definiti, ma allo stesso tempo, ognuno di noi esprime le sue idee e suggerimenti per migliorare l’operato di tutti. Se volessimo fare una panoramica rapida, Miriana si dedica a pieno alla scrittura delle sue preziose rime e nel tempo libero le piace interagire con il nostro pubblico attraverso i social. Checco svolge un lavoro molto importante in quanto si occupa di pubbliche relazioni e questo fa da base per poter instaurare i rapporti con gli addetti ai lavori. Infine, Mario in coppia fissa con il nostro produttore artistico e autore Massimiliano D’Apollo, si dedica alla scrittura e stesura dei testi con relative melodie e arrangiamenti, sia in studio, che live.

Avete un genere musicale difficile da definire, che mescola pop, rap, rock e musica elettronica. E’ una scelta non voler essere “racchiusi” in una specifica categoria?

Quella di non appartenere a nessun genere musicale è una scelta obbligata considerando che siamo molto diversi. Infatti, quando scriviamo qualcosa di nuovo, le idee sono contaminate dai propri generi personali che sono: il pop per Checco, il rap per Miriana e il rock per Mario. Un rap tagliente quindi che s’inserisce in un pop leggero che aggredisce sfociando nel rock con notevoli contaminazioni elettroniche. Lo abbiamo ribattezzato “PRP” (pop-rock-rap) anche perché non sapevamo proprio come esprimere il concetto se non così!

Quali sono i vostri modelli da seguire, i vostri più grandi idoli?

Ascoltiamo un po’ di tutto com’è giusto che sia, anche se tutti e tre nonostante la nostra giovane età, siamo cresciuti con la musica di cantautori storici, per noi pilastri fondamentali della musica italiana come Pino Daniele e Claudio Baglioni, per poi arrivare ad apprezzare a pieno generi totalmente differenti, come quello dei Bruno Mars fino ad arrivare a quelli pressoché nuovi come quello dei nostri amici Capoplaza e Ultimo.

Sentivate il bisogno di fare musica per voi stessi o per mandare un messaggio a coloro che vi avrebbero ascoltato?

Crediamo che la musica sia la massima forma d’espressione che qualcuno da lassù ci abbia potuto regalare ed è una vera e propria responsabilità, poiché si decide di raccontare, condividere, denunciare e festeggiare la vita con tutto quello che comporta viverla e per noi sarebbe interessante trovare anche chi al di là dei complimenti, ci fermi per dire semplicemente “non condivido ciò che avete espresso in questo brano” dandoci magari spunti per migliorare. Pensiamo sia bello ascoltarsi, parlarsi, dedicarsi a qualcuno, anche se oggi questo è sempre più difficile, ma è ciò che noi cerchiamo ogni giorno di fare attraverso la nostra musica.

Il vostro pubblico è composto da giovani, da millennials. Chi sono secondo voi i millennials? Vi ritrovate nella definizione?
E questo rende difficile chi come noi vorrebbe lasciare un segno a una generazione al momento troppo contaminata di stimoli.

Più che soffermarci sulla definizione della gente che ci segue, diciamo che siamo fortunati ad avere un pubblico così vasto e così ampio che va dai ragazzi “con tutto a portata di mano sul proprio smartphone”, a quelli con un background totalmente diverso che faticano ad affacciarsi sul web.

I social hanno di bello il fatto che rendono tutti partecipi di cosa accade nel mondo in tempo reale e che è possibile esprimere se stessi sotto varie forme, il rovescio della medaglia purtroppo però è che le mode ed i personaggi muoiono con la stessa velocità con cui arrivano sotto i riflettori.

Detto questo vogliamo spezzare una lancia a favore di questi giovani, considerati niente di più che un totale fallimento, che vedono morire i propri sogni in una realtà troppo piena di stimoli e che non li supporta a pieno. Vogliamo spronarli a non cedere, a non darsi per vinti, a credere nei valori che oggi si sono sbiaditi in lavatrice e soprattutto continuare ad inseguire il proprio sogno, anche dovendo sbattere la testa contro il muro più volte, perché non c’è niente di più bello che farsi riconoscere al mondo per quello che si è e per le proprie idee, così come noi facciamo con la nostra musica.

Che rapporto c’è tra di voi “fuori dalle scene”? Com’è caratterialmente ognuno di voi? Su cosa vi scontrate più spesso e su cosa invece siete quasi sempre d’accordo?

Siamo persone diverse, ma con valori, obiettivi ed emozioni che in qualche modo si sposano perfettamente. Checco è quello più simpatico allegro e pimpante (e lo è a tutte le ore del giorno e della notte!), Mario invece è riflessivo e determinato, sempre pronto a darci una scossa con la sua inseparabile chitarra, infine Miriana è il collante di tutto, splendida, solare, passionale e profondamente incisiva. Ci scontriamo prettamente su decisioni musicali com’è giusto che sia, ma alla fine troviamo sempre la strada giusta che renda giustizia al pensiero di tutti.

Com’è nata la collaborazione con Pio e Amedeo? Che tipo di rapporto avete con loro?

Facciamo un piccolo preambolo. Ci siamo conosciuti con i nostri ormai “fratelli” Pio e Amedeo per caso in una Factory che curava artisti. Ci siamo conosciuti lentamente e poi, giocando, abbiamo capito che c’erano delle affinità caratteriali e artistiche e, senza nemmeno accorgersene, ci siamo ritrovati catapultati in quest’avventura fatta di tante aspettative e poche possibilità, ma con un’unica convinzione, che è quella che ci spinge ad essere qui: “abbiamo qualcosa da dirvi”. Immediatamente dopo la nostra partecipazione ad “Area Sanremo”, ci hanno invitato in radio dove loro conducevano un programma in cui commentavano Sanremo, per cantare in diretta la nostra canzone.

Da questa collaborazione è nato un programma su RTL 102.5, dove abbiamo rivisitato canzoni e duettato con artisti come J-Ax, Gianni Morandi, Marco Masini, Fabio Rovazzi etc.

In seguito, sono nate due canzoni importanti per noi come “Dall’Italia” e “Il Giro del Mondo”, rispettivamente la sigla iniziale e finale del loro famosissimo programma “Emigratis”, del quale poi siamo anche stati protagonisti nelle ultime due puntate della terza stagione. Questo ci ha portato ad essere conosciuti in tutta Italia e non solo, non ci aspettavamo di certo tutto questo calore della gente che ci ha accolti nelle loro playlist personali con grande entusiasmo e per questo gliene saremo sempre grati.

Qual è la realtà musicale di Foggia? Quanto è importante per voi la vostra città?

Purtroppo Foggia non ha molti spazi per la musica live e quei pochi che sono attualmente occupati dalle classiche cover e tribute band. Questo ovviamente porta ad avere poco spazio per chi fa musica inedita.

Il calore della propria città è lo zoccolo duro di ogni artista quindi noi ne siamo veramente attaccati, anche se il maggior riscontro positivo seppur nel nostro piccolo, lo abbiamo in grandi città come Milano, Roma, Napoli.

Raccontateci il vostro ultimo singolo,”Il giro del mondo”. Com’è nata l’idea del video? Vi siete divertiti a girarlo?

La realizzazione de “Il Giro del Mondo”, è stata una totale follia, sia per i tempi che per la quantità di idee che abbiamo tirato fuori prima di scegliere quella sulla quale lavorare e che poi si è rivelata vincente.
Sul video, a parte dire che è stato girato in una giornata intera e che ci siamo divertiti moltissimo, abbiamo qualcosa di comico da svelarvi su Mario che è rimasto sul tetto dell’auto d’epoca in cui viaggiavamo, per tutta l’intera giornata, godendosi a pieno il vento del Gargano tanto da beccarsi una tonsillite acuta che lo ha costretto ad una settimana di ricovero. Lui stesso infatti consiglia a tutti le vacanze sul Gargano, ma sconsiglia di farlo sui tetti delle auto (ahah), così come ironizza sul fatto che era il giusto prezzo da pagare per aver raggiunto con “Il Giro del Mondo” quasi 1 milione di visualizzazioni su Youtube.

Come e dove vi vedete tra 10 anni?

Tra 10 anni immaginiamo di aver regalato alla gente della buona musica e che questa abbia accompagnato i momenti più importanti della loro vita, sia belli, che meno belli. Immaginiamo le strette di mano e gli abbracci di chi è cresciuto con noi nel tempo e le frasi di chi ci apprezza per ciò che facciamo.

E se proprio volessimo puntare alto, come dicono anche i nostri fratelli Pio e Amedeo: “Abbiamo un San Siro da fare”. Questo è un augurio che ci facciamo e speriamo di incontrarci proprio lì a San Siro, noi sul palco e il pubblico a darci carica ed emozioni.

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