mario rabbidsMario + Rabbids Kingdom Battle, il Supermario italiano, di Federico Pucci.

Mario Rabbids, genio italiano

Il genio italiano non è solo questione di moda o gastronomia, e spesso per misurare il suo successo basta un grande poster. A dimostrarlo è la storia di una piccola factory videoludica milanese che ha conquistato il papà dei videogame Shigeru Miyamoto e il mondo degli appassionati con lo strategico ‘Mario + Rabbids Kingdom Battle’.

Il crossover tra i Raving Rabbids di Ubisoft e Mario è nato dalla mente di Davide Soliani, creative director di Ubisoft Milan, salito all’onore delle cronache videoludiche per aver ricevuto pubblicamente i complimenti del babbo di Mario e Zelda nel corso dell’ultimo E3 a Los Angeles. Uscito lo scorso 29 agosto per Nintendo Switch e accolto subito da ottime recensioni, il titolo è il prodotto di intuizioni originali e impegno senza pari, frutto di uno studio che dopo 3 anni e mezzo di lavoro si trova sulla cresta dell’onda e si prepara ad allargare i suoi organici, come hanno spiegato manager, programmatori e disegnatori aprendo alla stampa le porte dei loro uffici nella periferia sud del capoluogo lombardo.

mario rabbids Dopo aver ricevuto la notizia di una possibile collaborazione con Nintendo a novembre 2013, Soliani e i suoi hanno stupito e conquistato i loro capi a Parigi scegliendo di partire dalla fine: anziché presentare un grezzo prototipo del gioco da programmare in poche settimane, l’intuizione fu di svelare un’opera come fosse già completata attraverso un manifesto che presentasse il gameplay e il senso di questo nuovo mondo.

Un “Mario kart a piedi”

Dopo una serie di incontri con Miyamoto in persona, convinto dalla passione del team italiano, nel novembre 2014 Kyoto è pronta a dare a un manipolo di nintendofili milanesi le chiavi della sua opera più preziosa. La promessa (mantenuta) è quella di costruire un “Mario Kart ma a piedi” – come lo descrive Gian Marco Zanna, producer del titolo – un gioco che unisse il feeling di un platform, momenti di esplorazione, imprevedibilità di esiti, profondità di gioco e le regole di un tattico a squadre, il tutto in un mondo che sembrasse parte integrante dell’universo di Mario e qualcosa in più. Per rivelare la natura di questa creazione alla dirigenza Nintendo, Soliani inventa un secondo poster, un prototipo grafico completo sotto forma di un rotolo lungo 8 metri contenente ogni singolo dettaglio. La cura del particolare è ciò che differenzia ‘Mario + Rabbids Kingdom Battle’ da altri titoli del genere, un’attenzione condivisa con Miyamoto, capace perfino di correggere il design di un mandolino.

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Un nuovo “regno dei funghi”

Il Regno dei Funghi in cui si muovono Mario, Luigi, Peach e Yoshi e i loro quattro cloni Rabbids, esito di un’accidentale fusione interdimensionale, è vivace e animato grazie a un design che rispetta l’identità Nintendo e rinnova quella dello spin-off di Rayman con boss e miniboss ricchi di personalità individuali. Umorismo e inventiva, essenziali per entrambi i franchise, abbondano nell’arsenale di 250 armi, nelle animazioni e nella vitalità di uno scenario che – anche grazie alla sinfonica colonna sonora di Grant Kirkhope e a un sound design attento – risponde alle azioni e partecipa all’esperienza. Ambizione, lavoro, talento e un pizzico di genio italiano sono gli ingredienti di uno dei piccoli grandi successi della stagione, un punto di svolta forse per l’industria videoludica nostrana, sicuramente per le sessantacinque persone di Ubisoft Milan: “Eravamo un po’ l’ultima ruota del carro di Ubisoft, ma da quando abbiamo presentato per la prima volta la nostra idea molte cose sono cambiate”, dice con orgoglio Zanna.

Federico Pucci

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