Da ieri al cinema My Generation, personale tributo di Sir Michael Caine alla Swinging London

Raccontare la Londra degli anni sessanta a un pubblico giovane.

È questa la sfida che hanno deciso di condividere dieci anni fa, dopo essersi conosciuti, Sir Michael Caine, l’attore inglese più importante tra i vivi, e Simon Fuller, re dell’intrattenimento pop, imprenditore e produttore, creatore del format Pop Idol, manager di Spice Girls, Amy Winehouse e Annie Lennox, oggi socio d’affari di David Beckham e, tra le altre cose, proprietario dei brand di moda Roland Mouret e Victoria Beckham.

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Michael Caine © Raymi Hero Productions 2017, photo by Jeff Spicer

 

“Quando incontrai Michael dieci anni fa diventammo subito amici. È incredibilmente affascinante con magnifiche storie da raccontare, ha un grande senso dell’umorismo e un calore che è inusuale in qualcuno così famoso. È un uomo davvero speciale. La sua carriera abbraccia diversi decenni ed è tanto rilevante e richiesto adesso quanto lo era allora. È un attore eccezionale e una vera leggenda inglese”.

Più di 50 interviste ai vip dell’epoca

Il progetto è stato affidato al regista David Batty, vincitore di numerosi premi, conosciuto per The Cult of the Suicide Bomber, che gli valse la nomination agli Emmy. I diversi anni di lavorazione sono andati avanti su un doppio binario, da un lato la ricerca di materiali d’archivio inediti e rari, dall’altro la registrazione di 50 interviste di Michael Caine a tutti i personaggi fondamentali del decennio, Roger Daltrey (The Who), Paul McCartney, le modelle icona Twiggy e Jane Shrimpton, Marianne Faithful, Mary Quant stilista simbolo della Swinging London, l’artista David Hockney, i fotografi Brian Duffy e David Bailey, Barbara Hulanicki, designer di Biba, Keith Richards e Joan Collins, tanto per citarne alcuni.

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Nel film, l’audio di queste conversazioni si sovrappone ai filmati d’annata. A fare da filo conduttore alle sequenze, il viaggio di Caine nei luoghi simbolo della sua infanzia e gioventù, il West End, King’s Road, il Tamigi e Leicester Square, in una Londra, quella attuale, molto diversa da quella che si vede nei video dell’epoca.

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