L’Academy Motion Picture, che ogni anno assegna gli Oscar, ha finalmente diramato le nomination dei premi più attesi dal cinema internazionale, che saranno consegnati il prossimo 4 marzo.

Iniziamo subito dalle buone notizie, quelle riferite a Chiamami col tuo nome, coproduzione francese, diretta da Luca Guadagnino (in uscita domani nelle sale) capace dopo un anno di riconoscimenti e premi, di confermarsi ricevendo ben quattro nomination, quella come miglior film (con lo stesso regista come produttore), di attore protagonista, merito del prodigioso Tymothée Chalamet, di miglior sceneggiatura non originale, scritta da James Ivory, e la miglior canzone Mystery of Love, composta da Sufjan Stevens.

Un risultato importantissimo, in considerazione che l’ultima pellicola di un regista italiano ad arrivare a questo livello era stata La vita è bella di Roberto Benigni nel 1999. Ma a contendersi lo scettro di miglior film saranno altri otto titoli.

The Shape of Water – La forma dell’acqua , il romantic-fantasy di Guillermo Del Toro, già vincitore del Leone d’Oro a Venezia l’anno scorso, fa il colpo raggiungendo ben tredici candidature, dal miglior film, alla regia (già premiata ai recenti Golden Globes), al cast, attrice protagonista (Sally Hawkins), attore non protagonista (Richard Jenkins), attrice non protagonista (Octavia Spencer). A seguire Dunkirk di Christopher Nolan con ben 8 nomination, film e regia su tutto, a raccontare il salvataggio dei soldati inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale sulla spiaggia di Dunkirk. Un momento della storia protagonista, dall’altro lato della medaglia, anche ne L’ora più buia (sei candidature) incentrato sulla figura di Winston Churchill, con Gary Oldman quasi certo di vincere tra i protagonisti maschili.

Sorprese e conferme

Il favorito sulla carta, dopo i Globes, alla fine potrebbe però essere Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, candidato come sceneggiatore, grazie a ben otto nomination, e soprattutto in lizza per la miglior interprete femminile, Frances McDormand, e gli attori non protagonisti, Sam Rockwell e Woody Harrelson.

La rivelazione arriva da Scappa – Get Out, l’horror firmato da Jordan Peele, diventato il primo regista afroamericano ad essere candidato sia come produttore, regia e sceneggiatura, in cui Daniel Kaluuya arriva, come attore, alla sua prima nomination.

Attenzione però a Lady Bird di Greta Gerwig, la (sola) quinta donna ad essere nominata come miglior regista, qui anche come sceneggiatrice, con una stupenda Saoirse Ronan candidata come miglior attrice.

Così come Il filo nascosto, il gioiello di Paul Thomas Anderson, candidato a sei Oscar, con l’ultima interpretazione di Daniel Day-Lewis, anch’esso in lizza, e che dopo ha già annunciato di ritirarsi definitivamente dalle scene. Poco da fare riguardo al bellissimo The Post di Steven Spielberg (in sala dal 1° febbraio), miglior film, con Meryl Streep alla 21esima nomination e tre statuette vinte.

Numeri e tabù

Christopher Plummer, sostituito d’eccezione di Kevin Spacey, in Tutti i soldi del mondo, “eliminato” a causa delle accuse di molestie, raggiunge la sua terza nomination, dopo aver vinto nel 2012, all’età di 88 anni.
L’uomo dei record è il compositore John Williams, che, firmando nuovamente la colonna sonora di Star Wars – L’ultimo Jedi, arriva a 51 candidature, con 5 premi portati a casa.

Dita incrociate per il direttore della fotografia Roger Deakins, alla sua 14esima nomination (non ha mai vinto) e sulla carta in vantaggio per vincere finalmente grazie al lavoro in Blade Runner 2049. Una pellicola snobbata dalle categorie importanti, ma in diverse tecniche, che fa sorridere (speriamo) l’Italia con Alessandra Querzola, set decorator e candidata nella miglior scenografia.

E infine il colpo di Netflix, infilatosi nella serata grazie a Mudbound di Dee Rees, pellicola sul tema del razzismo, con ben 4 nomination, tra cui la stessa regista e sceneggiatrice, e soprattutto Mary J. Blidge, attrice non protagonista, e per la canzone, Mighty River.

La cerimonia, in diretta da Los Angeles, sarà presentata per la seconda volta da Jimmy Kimmel.