Un misto di azione, trama e suspance caratterizza la serie spagnola del momento. Definita su IMDB la miglior serie spagnola della storia, ci ha affascinato con i suoi personaggi, con la loro estetica e con la colonna sonora. Ma alcuni segreti sono nascosti dietro la sua produzione…

1.

Tokyo, la protagonista della serie interpretata da Úrsula Corberó, divide le opinioni dei fan. Mentre alcuni spettatori la adorano per il suo carisma, altri trovano estremamente fastidioso che non segua il piano come previsto. Nonostante ciò, il suo aspetto viene apprezzato da tutti; è (ironicamente) copiato, poiché ispirato al personaggio interpretato dall’esordiente Natalie Portman, all’età di 14 anni, nel film Léon (1994), di Luc Besson. L’unica differenza che riscontriamo è il ciondolo della collana.

TELEVISION Antena 3 emite el esperado y espectacular final de La casa de papel

2.

Il team artistico de La Casa de Papel non si è risparmiato per rendere verosimile il furto, arrivando alla produzione di 2.600 pile di banconote. Un lavoro meticoloso e attento, perché il furto a La Casa de la Moneda y Timbre (la zecca nazionale spagnola) non poteva avere niente di meno che una copia perfetta della carta moneta. La stampa è stata fatta su un giornale ed è stata effettuata nei locali del quotidiano spagnolo ABC.

3.

La facciata dell’edificio che compare nella serie, nonostante si riferisca a La Casa de la Moneda y Timbre Nacional de España, appartiene in realtà al palazzo del Consiglio superiore per la ricerca scientifica (CSIC), un’agenzia che è collegata al Ministero dell’Economia del paese. Si trova in Calle Serrano a Madrid, luogo in cui il turismo è aumentato in modo significativo grazie al fatto che la serie ha reso popolari le sue strutture.

4.

La Casa de Papel non è il titolo originariamente selezionato per la serie. “Los desahuciados” (gli sfrattati) era il titolo che in linea di principio avrebbe dovuto avere, che meglio sottolineava il passato e l’origine dei personaggi. Tuttavia si decise di cambiarlo perché “La Casa de Papel” suonava meglio ed era molto più scorrevole a livello di pronuncia.

5.

Il rosso è senza dubbio il colore predominante della serie. Non solo i costumi, ma praticamente tutti gli oggetti relativi al furto sono rossi. Post-it, megafoni, telefoni, ecc. Inoltre,in un’intervista con la rivista “La Nación de Argentina” Alejandro Bazzano, uno dei registi della produzione, racconta che l’abbigliamento dei personaggi durante la rapina era uno dei costumi più comuni in una sfilata in Brasile.

6.

La serie ha raggiunto il successo internazionale dopo essere sbarcata su Netflix. Prima di essere presentato in anteprima sulla piattaforma, il telefilm è stato trasmesso sulla televisione nazionale spagnola Antena 3, nel maggio 2017. Originariamente, c’erano 15 episodi di 70 minuti divisi in due stagioni, ma una volta raggiunta la piattaforma di streaming televisivo era riorganizzato in 13 episodi di quasi 50 minuti. I restanti 6 fanno parte di una seconda stagione ora disponibile su Netflix.

7.

Le riprese della produzione sono durate 8 mesi. L’episodio pilota, che è il materiale di prova con cui il prodotto può essere venduto e, di fatto, l’occasione per conquistare subito i fan, non è stato registrato 1 o 2 volte, è stato girato in ben 52 versioni diverse. Il risultato del pilot è il primo capitolo, definito al dettaglio in modo che la trama principale, la rapina alla Zecca Nazionale, potesse scorrere senza errori nel corso della storia.

8.

Nella scena del primo confronto con la polizia, sono stati assunti specialisti di armi per rendere la scena più realistica approfittando dell’uso delle maschere. Allo stesso modo, per una delle scene in cui c’è uno scontro con la polizia, ci sono agenti sotto copertura; l’intenzione era quella di dare un tocco di realtà alla produzione.

9.

I produttori esecutivi de La casa de Papel sono gli stessi della serie carceraria “Vis a Vis”; non è difficile indovinarlo: dagli attori scelti, dal tipo di regia della serie, ma, soprattutto, dal fatto che entrambe le produzioni condividono molte location; se siete spettatori attenti ve ne sarete già accorti.

10.

La scelta musicale di “My Life Is Going On” e il suo coro di apertura può essere stata buona, ma l’uso del canto popolare “Bella Ciao” in diverse scene è stata una sorpresa inaspettata che il pubblico sicuramente non dimenticherà. La canzone, un inno di resistenza contro la politica fascista di Benito Mussolini in Italia, fa da sottofondo al tentativo dei personaggi di uscire dalla Zecca.

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