Ho conosciuto il marchio per puro caso e me ne sono innamorata. Perché? Perché crea borse differenti, uniche, confortevoli per ogni necessità e perché o le ami o le odi, senza mezzi termini. Ho intervistato Valentina Amidei, figlia di Alberto Amidei, che nel 1999 ha comprato il marchio Silvano Biagini, per il quale lavora tutta la famiglia.

<<Quando sento una cosa faccio un casino terribile a raccontarla>> Valentina.

Nel 1966 cosa succede?

Nasce in una bottega di Bologna un piccolo Atelier fondato da Silvano Biagini in cui crea la sua prima linea di borse, presentata poi ufficialmente nel 1969.

Che marchio è?

Un marchio che negli anni 70 e 80 si differenzia per le collezioni eccentriche mirate agli accostamenti di vari tessuti e che svolge una ricerca di mercato mirata al mondo, tant’è che lo stesso Silvano registra il suo marchio in Giappone negli anni 80. Era una persona molto moderna per quegli anni.

Quando avviene l’incontro?

Nel 1984 quando mio padre, pellettiere di nascita, iniziò a lavorare per Silvano Biagini assieme ad altri marchi. La collaborazione si fece talmente forte che decidemmo di acquistare il marchio nel 1999 diventandone proprietari e nello stesso anno ci trovammo a essere i suoi designer, produttori e distributori.

Come avviene il passaggio?

Siamo passati dall’essere contoterzisti ad avere un patrimonio di conoscenza del prodotto e della pelletteria per poi trasformarlo in forza creativa. All’inizio mio padre era stato affiancato dalla sorella di Silvano che ha lavorato assieme a noi fino pochi anni fa.

Ad oggi quindi tu ti occupi della parte creativa?

Si, in un azienda familiare poi è normale che tutti facciano tutto ma nel mio caso specifico il mio ruolo è quello di approcciarmi al mercato e capire cosa vogliono i clienti, cosa cercano e affianco mio padre nella produzione, cosa che mi aiuta a capire il principio della creazione delle stesse borse. La materia prima e i colori, i ritagli che cadono per terra mi creano degli abbinamenti che nella mia testa poi si trasformano in idee.

Ma non parti dal disegnare una bozza quindi?

Si anche e poi decidiamo quali bozzetti tramutare in carta modello ma l ‘spirazione prima del disegno e le idea mi nascono sul campo. La mia parte creativa la vivo quotidianamente in laboratorio.

Quindi c’è un approccio pratico?

Si, è un approccio materico che per me rappresenta la poesia.

Che studi hai fatto?

Liceo classico e poi mi sono poi laureata in economia e marketing.

I ruoli nell’azienda quali sono?

Mio padre è il fondatore e si occupa di tutta la parte tecnica e creativa. Mia sorella si occupa della parte commerciale e di quella manageriale, io designer e produzione e mio fratello si occupa delle collezioni uomo e piccola pelletteria. Mia mamma infine fa controllo qualità.

La filosofia tramandata?

Il filo conduttore è quello del non voler essere uguale a chiunque. Le borse Silvano Biagini o piacciono o non piacciono. Non accettano compromessi e non hanno nessuna via di mezzo. E’ un prodotto di carattere.

Che cosa ami?

Amo la pittura, soprattutto quella giapponese per i colori. L’architettura rinascimentale mi attira tanto e quella italiana fa invece parte del mio background. Mi affido molto al colore e le mie collezioni sono sempre centrate su questa sensibilità.

I materiali?

Sono fondamentali. Realizziamo tutto in rettile e sono anch’essi unici perché ogni pelle ha delle squame e una robustezza differente e questo rende inevitabilmente unica ogni borsa.

C’è un filone?

C’è un piano di merchandising che parte però dalle borse, non viene stabilito prima. Avendo la materia sempre sott’occhio può nascere una borsa anche da un errore perché poi l’errore nell’insieme può funzionare più di come avevi idealizzato la borsa stessa. Una linea poi può nascere da una borsa.

Le tendenze giocano una parte importante ma non fondamentale. Come riuscite a differenziarla, anticiparla o stravolgerla?

Rimanendo autentici, nel bene e nel male. Essendo reali e veri. Ricercando anche cosa manca nel mercato.

Rapporto qualità prezzo?

Ci riferiamo a una fascia alta ma che trova il valore nelle cose belle, che possiedono una storia e con un percorso importante e che allo stesso tempo mostrino un’attenzione al prezzo. Un lusso accessibile e competitivo.

Che cosa ti smuove quando sei in giro che poi riporti in una borsa?

Il cielo in ogni parte del mondo è sempre diverso. E’ banale ma vedere una cosa anche brutta ma differente mi smuove qualcosa dentro. Mi ispirano le cose vere e genuine, il resto non mi tocca il cuore e non mi rimane in testa.

E le ricordi?

Annoto tutto in un taccuino, anche frasi o canzoni. Sono momenti di vita.

E poi?

E poi dietro a Silvano Biagini e alle nostre borse c’è fatica, amore, litigi e situazioni famigliari che ti portano a semplificare tutto in ogni situazione ed è la stessa semplicità che rimettiamo durante la creazione delle borse.

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