È questa la grande notizia della giornata, un ritorno di fiamma per un amore di quelli sani, genuini e che non finiscono mai.

Una controrivoluzione che piace

Siamo in un’epoca strana e particolare, nella quale i giovani si riscoprono amanti del vintage, di quei gusti perduti che non ci è stato possibile assaporare. Non a caso aziende come Leica si sono buttate nel mondo delle macchine fotografiche istantanee e Sony in quello dei vinili.

Dopo 30 anni la casa giapponese cede al fascino (e alle richieste di mercato) di questi oggetti che, nel corso degli anni, sono diventati qualcosa di più: un’esperienza. Qualcosa da condividere da solo in una stanza con la ragazza che ti piace, o con gli amici in una serata d’estate, tranquilla, mettendo il pezzo che ti piace di più e gustandolo fin nel profondo, nella sua essenza.

Vinyl
Biggie, Nas e Wu-Tang Clan

I vinili sono diventati parte integrante di quel fascino vintage che tanto ci entusiasma e ci conquista tutt’oggi, trasformando anche il più barbaro e trash di noi in un controrivoluzionario d’altri tempi.

Un mercato in ascesa

Del resto Sony ha decisamente fatto bene i suoi calcoli: nel 2016 le vendite di vinili hanno raggiunti livelli che non si vedevano dal lontano 1991. Solo in Gran Bretagna le vendite sono aumentate del 53% per un totale di 3,2 milioni di unità e, pur raggiungendo i 100’000 pezzi prodotti al giorno nella sola Europa, le richieste continuano ad aumentare.

La mossa di Sony gioca quindi a favore di tutti, sia per i romantici d’altri tempi che per i ricavi tanto cari alla casa di produzione giapponese, la quale può contare sul più grande panorama di artisti sul mercato. Operazione riuscita in pieno, aspettiamo di portarvi una prima recensione di nuovi dischi, magari fatta proprio tramite vinile.

Vinyl