Non avevamo mai lavorato insieme prima di The Post, eppure, come dice Tom Hanks:«Per anni io e Steven (Spielberg, ndr) abbiamo sperato potesse accadere. L’occasione è arrivata nella maniera migliore.»

Da un lato Meryl Streep è l’attrice dei record con le sue 21 nomination all’Oscar (tre statuette vinte), l’ultima ricevuta proprio per il ruolo di Katharine Graham, editore-coraggio al timone del Washington Post nel 1971, diventata una delle voci maggiormente influenti e fuori dal coro in termini di pari diritti, uno dei temi prioritari a Hollywood. Dall’altro lato della medaglia uno degli attori più di culto, capace di vincere un doppio Oscar consecutivo, PhiladelphiaForrest Gump, spaziando sempre ai massimi livelli, consacrandosi a sua volta come uno dei punti di riferimento dell’industria cinematografica.

La coppia perfetta, in ogni dettaglio, battuta, anche quando a Milano, durante le interviste, ci raccontano il processo creativo di una pellicola, già entrata, per entrambi, nella storia.

La pellicola tocca anche un tema fortemente attuale, il potere decisionale delle donne. Che aria tira ora a Hollywood?

Tom Hanks. Sono un uomo, potrei dire delle idiozie riguardo a questo argomento (sorride, ndr). Credo che grazie alla nascita di movimenti come #Me Too e Time’s Up, a tutte quelle persone, veri eroi, eroine, coraggiosi nel saper denunciare, oggi la sensazione è davvero quella di essere riusciti ad attraversare il Rubicone. La prova tangibile sta in un fatto: il 50% del processo decisionale passa attraverso le donne.

Meryl Streep. Direi che è cambiata, non solo lì, ma anche al Congresso, ma nei posti di lavoro, nelle forze armate, all’interno degli ospedali, nelle case di riposo. Prevedo qualche passo indietro, ma in questo senso sono molto ottimista. E poi, secondo me esiste un altro Rubicone da oltrepassare, succederà nel momento in cui stando su un aereo sentiremo la voce di una donna annunciare:«Buongiorno, mi chiamo Stephanie McDonald, ed è il comandante che vi parla», e subito dopo non provare un brivido lungo la schiena di uomini e donne. Allora significherà che saremo arrivati ad un risultato.

Qualche tempo fa Catherine Deneuve scrisse apertamente una lettera in cui sminuiva il tentativo, poi però ha ritrattato. Come avete reagito?

MS. Ha fatto un passo indietro. Il processo vivrà sempre di alti e bassi, ma ogni discussione sul tema è comunque sempre buona, per questo bisogna andare avanti.

L’ha fatta arrabbiare questa presa di posizione?

MS. Lo sono dall’età di 21 anni, come potrei non esserlo!

C’è secondo voi una figura, oggi, capace di gestire il suo potere, non solo politico?

MS. Angela Merkel, è davvero incredibile. Ma perché in Italia non ne avete una con questo carisma?

Pubblicare i Pentagon Paper fu un atto di grande coraggio e libertà. Ci sono ancora persone che potrebbero incarnare quello spirito?

MS. Penso subito a Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese rimasta uccisa per aver indagato su attività di anti-corruzione o alla messicana Patricia Mayorga, una delle reporter maggiormente scomode nel suo paese. Gli esempi sono diversi.

TH. Dall’altra parte del computer però, ci sono invece anche giornalisti pronti a offuscare la verità rendendola ai più completamente nebulosa.

Tom Hanks (as Ben Bradlee) and Meryl Streep (as Kay Graham) star in Twentieth Century Fox’s THE POST. Photo Credit: Niko Tavernise.

The Post si rifà comunque al grande cinema d’inchiesta.

TH. Se penso a una pellicola capace di catturare straordinariamente la condizione umana, mi viene in mente I migliori anni della nostra vita di William Wyler. Non ci sono personaggi cattivi, ne piani segreti, solo persone che tentano di dare un senso a ciò che fanno, per questo ha un potere evocativo ancora oggi.

Tornando al discorso sulla differenza dei sessi, avete percepito lo stesso compenso?

TH. Certamente

MS. Esattamente lo stesso!