Disney, player globale, lancia la sfida a Netflix. Guerra tra big nella produzione dei contenuti Apple, Sky, etc, con beneficio dei consumatori che avranno programmi tv e serie belle e a prezzi contenuti.

Disney ha da poco raggiunto l’accordo per comprare asset fondamentali della 21st Century Fox. E’ la notizia più importante nel mondo dell’intrattenimento di questi mesi e si capisce bene la portata pensando anche semplicemente ai nostri usi quotidiani.

Consumiamo musica, cinema, teatro, sempre più tv non tradizionali, ma produzioni che vengono ricercate e poi fruite su varie piattaforme, streaming o online che siano, comprese quelle cinema. Parlare di Disney e di Sky significa allora associare, anche solo a livello di suggestione, Topolino e i Simpson, i film d’animazione da cinema premiati con gli Oscar e le serie tv di livello come la nostrana Gomorra, o le bellissime che arriveranno ancora.

Significa sostanzialmente preparare una corazzata contro Netflix e contro Amazon, che hanno puntato tutto sulla produzione di intrattenimento bello e desiderabile.

L’operazione – per la quale Disney pagherà 52,4 miliardi di dollari con un cambio di 0,2745 azioni Disney per ogni azione Fox, scompatta l’impero mediatico di Rupert Murdoch.

Walt Disney si accaparra così la maggior parte dell’impero che Murdoch sr. ha assemblato nell’arco di tre decenni, dagli studio di Hollywood al principale canale via satellite in Europa, fino alle emittenti tv più viste in India. Gli asset che passano di mano sono infatti Sky, Star India, una serie di Pay-tv fra cui Fx e National Geographic.

Nelle mani dell’australiano rimangono Fox News, la rete sportiva FS1, il network Fox negli Usa e ovviamente una partecipazione significativa nel resto. Conferma netta all’amministratore delegato di Disney, Bob Iger, che resterà in carica fino al 2021. Difficile discuterne il ruolo, visti i tassi di crescita cui Iger ha portato Mickey Mouse e compari negli anni.

Secondo alcuni analisti, ora Apple – controparte interessata – avrebbe il 40% di acquisire Netflix, avendone il fisico, grazie alle riforme promosse da Trump che garantiscono tesoretti a chi fa rientrare le attività negli Usa. Ma nonostante gli investimenti promessi nel settore, non c’è nulla di certo in questa guerra.

L’unico dato oggettivo è che Disney offrirà un servizio economicamente molto vantaggioso, più dei concorrenti e che in catalogo, sotto lo stesso ombrello, ci saranno Marvel, Star Wars, Cbs, Disney e Sky, succosissime bontà disponibili in esclusiva nei nuovi contenitori di Igner e soci, con beneficio nostro.