“One of not many”. La firma della nuova campagna di comunicazione di Vacheron Constantin descrive lo straordinario universo che la Manifattura rappresenta da oltre 260 anni. Nel prestigioso ambito dell’Alta Orologeria, una Maison per connoisseurs profondamente legata ai valori umani, ricca di un savoir-faire tramandato da generazioni di maestri orologiai e artigiani.

 

Per raccontare questa visione, la Maison ha deciso di collaborare con artisti di talento, la cui personalità e il cui lavoro esprimono la ricerca costante dell’eccellenza, l’apertura al mondo e lo spirito di innovazione e creatività che contraddistinguono Vacheron Constantin. Alternativi, visionari, appassionati e considerati grandi esperti nei rispettivi ambiti, incarnano il concetto di Connoisseurs.

A fare da apripista, lo straordinario artista Benjamin Clementine. Considerato uno dei musicisti più talentuosi della sua generazione, Clementine si è imposto come virtuoso polistrumentista, poeta contemporaneo e cantante dalle doti eccelse. Dotato di uno spirito creativo capace di comunicare con una generazione alla ricerca di “qualcosa di più”, fedele alla sua arte, Benjamin Clementine impersonifica il concetto di “One of not many”.

Per l’artista inglese James Bay, la creatività non è mai scontata, ma è una formula che nasce dal perfetto equilibrio tra tempo, concentrazione ed emozione. Invece di adagiarsi sul successo mondiale ottenuto con il suo primo album, ha deciso di esplorare nuovi territori musicali, reinventandosi con un audace e raffinato secondo album che fonde accenti rock e soul.

Entrambi gli artisti sono associati all’eleganza moderna e cosmopolita della collezione Fiftysix®.

L’influente, poliedrico creatore di forme Ora Ito, invece, adotta le linee raffinate della collezione Patrimony, espressione singolare dell’equilibrio tra eccellenza meccanica, sobrietà estetica e “Simplexity”, il concept che è diventato la sua firma.

Intrepido esploratore e scalatore in solitaria del monte Everest, Cory Richards viaggia per il mondo per catturarne le immagini più belle. Con la linea Overseas condivide lo spirito di scoperta e di apertura al mondo.

Come fa notare Laurent Perves, Chief Marketing Officer della Maison: “Gli ambiti in cui operano questi talenti – musica, design, esplorazione e fotografia – sono territori legittimi e pertinenti, in cui Vacheron Constantin è presente da lungo tempo. La cosa più importante nel loro e nel nostro lavoro è trascendere gli oggetti per suscitare emozioni.”

Questi artisti ispirati hanno partecipato alla direzione artistica della nuova campagna di comunicazione. “È il primo passo di un progetto più ampio, che contempla la collaborazione creativa con ognuno di questi talenti e con altri che verranno”, afferma Laurent Perves. “Questi incontri umani e artistici sono innegabilmente allineati a quelli che hanno scandito la storia della Maison dal 1755.”

Le immagini della campagna, scattate da Phil Poynter, offrono una prospettiva del “dietro le quinte” del savoir-faire di queste personalità. Da uno – scatto all’altro, la mano lascia un’impronta unica, adattando le proporzioni, controllando la messa a fuoco o regolando uno strumento, in un modo decisamente simile all’opera degli artigiani e dei maestri orologiai di Vacheron Constantin.

 

Direzione creativa: Volker Gehr

Direzione artistica: Pierrick Jegou, Alexa Chessex

Fotografia e Film: Phil Poynter

Location: Capitol Studios Los Angeles, Abbey Road Studios Londra, Palais Royal Parigi, Vasquez Rocks California.

 

Benjamin Clementine

Benjamin Clementine sembra un artista di lungo corso, mentre ha fatto parlare di sé per la prima volta nel 2013. La complicata vicenda artistica e personale di questo artista l’ha portato a imparare a suonare il pianoforte da autodidatta in tenera età, per poi trasformarlo in uno dei musicisti più interessanti e particolari del nostro tempo. Elogiato per la sua arte e la sua unicità, Clementine debutta con il disco di platino At Least For Now, che vende centinaia di migliaia di copie e, nel 2015, si aggiudica il prestigioso Mercury Prize britannico e il Victoires de la Musique francese. Dopo la collaborazione con Damon Albarn all’album Humanz dei Gorillaz, vincitore del Grammy Award, nel 2017 Clementine pubblica l’attesissimo secondo album I Tell A Fly. Scritto, registrato e interamente autoprodotto, in I Tell A Fly Clementine esplora il mondo che lo circonda attraverso il filtro della sua storia personale, alla ricerca del senso di entrambi. Il risultato è un album tanto compassionevole ed empatico quanto arrabbiato, satirico e critico, che riscuote il plauso degli addetti ai lavori e registra il tutto esaurito in tour – persino alla Carnegie Hall di New York – mentre l’americana NPR (National Public Radio) definisce l’artista “il George Orwell della musica contemporanea.” 

 

James Bay

Sin da bambino James Bay si nutre della musica di Eric Clapton e di Michael Jackson e da adolescente diventa un purista del blues. Dopo una gavetta di innumerevoli serate open mic e una serie di canzoni pop sentimentali, come “Let It Go” e “Hold Back The River”, debutta nel 2015 con l’album Chaos And The Calm. I brani, che diventano immediatamente delle hit, vengono registrati a Nashville e valgono a Bay la nomination ai Grammy come miglior artista esordiente, il premio Ivor Novello, l’apprezzamento di GQ e, nel 2015, il trionfo come migliore artista maschile solista ai Q Awards e ai BRIT Awards. Durante il tour, Bay dimostra come le sue canzoni siano molto più che semplici trofei: sono brani ritmici, brillanti, vibranti, che entusiasmano e commuovono il pubblico. I suoi concerti sono sold out in tutto il mondo, anche nelle principali tappe negli Stati Uniti e nel Regno Unito, oltre alle numerose partecipazioni nei festival più prestigiosi. Quando, alla fine del 2016, torna finalmente a casa, Bay deve destreggiarsi tra molte ispirazioni diverse. Mentre le prime canzoni del secondo album si materializzano una dopo l’altra, l’artista comprende da un lato di dover esplorare i luoghi in cui le nuove idee lo trascinano, dall’altro prova anche una grande emozione al pensiero di ciò che lo aspetta. Nel 2018, fedele allo spirito innovativo che lo contraddistingue, realizza Electric Light, un album rivoluzionario e diretto, che parla di emozioni universali.

 

Ora Ito

Nato nel 1977, Ora Ito inizia a farsi conoscere all’età di 19 anni, creando oggetti originali in 3D per Vuitton, Apple, Nike, ecc. Da allora collabora a collezioni per prestigiosi marchi internazionali di design e architettura. La sua filosofia, da lui stesso chiamata “Simplexity”, consiste nell’arte di donare una semplicità visibile a oggetti dalle funzioni complesse. Le sue creazioni integrano i codici estetici di una visione del lusso nuova e, al contempo, classica e universale, caratterizzata dalla stessa purezza minimalista. Nel 2011 Ora Ito viene insignito dell’onorificenza francese “Chevalier des Arts et des Lettres”. Nel 2013 fonda a Marsiglia il centro d’arte MAMO “Marseille Modulor”, dove mette in scena esposizioni con artisti del calibro di Xavier Veilhan (2013), Daniel Buren (2014) e Dan Graham (2015). I suoi lavori più recenti comprendono la nuova tranvia inaugurata a Nizza nel 2016; la sedia ICO, presentata al Salone del Mobile di Milano e sei creazioni iconiche che arricchiscono la collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi. Nel 2017 collabora con l’artista Daniel Buren al nuovo ”urban lodge” di Yooma vicino alla Tour Eiffel.

 

Cory Richards

La sua vita segue un percorso decisamente irregolare, a partire dalla scuola abbandonata a 14 anni, sino alla scalata dell’Everest senza ossigeno. La macchina fotografica lo porta dal suo studio organizzato e ordinato ai luoghi più selvaggi e remoti del pianeta, dalle vette inviolate dell’Antartide all’Himalaya nepalese, passando per zone di guerra dimenticate in Angola, Uganda, Pakistan, nel tentativo di catturare non solo l’anima dell’esplorazione, ma anche i paradossi e le sorprendenti somiglianze della grande famiglia umana. 

Cory è arrivato in cima all’Everest per due volte, di cui una, nel 2016, senza ossigeno. Richards, appassionato alpinista e documentarista di fenomeni sociali, si è ricavato una nicchia tra i migliori fotografi al mondo, spaziando dall’avventura alla geopolitica, dalla fotografia di impatto sociale ai ritratti. Le sue immagini sono state pubblicate su Outside e sul New York Times, mentre i suoi documentari sono stati premiati nei più importanti festival dedicati ai film d’avventura, come il Banff Mountain Film Festival, che gli è valso il Grand Prize. Come social influencer, i suoi canali hanno ottenuto miliardi di visualizzazioni in tutto il mondo e, nell’agosto 2017, una versione ridotta della sua biografia è stata pubblicata come storia di copertina sulla rivista Outside.

 

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