Addio a Valentina Cortese. La grande attrice si è spenta a 96 anni nella sua casa in Piazza Sant’Erasmo a Milano. È stata l’ultima diva dello spettacolo italiano

Addio a Valentina Cortese, eternamente diva
Valentina Cortese

La camera ardente sarà allestita al Piccolo Teatro Grassi di Milano, come voluto dal direttore Sergio Escobar. La celebre artista ritrova così quel palcoscenico su cui ha regalato al pubblico interpretazioni indimenticabili.

La camera ardente sarà aperta domani, giovedì 11 luglio, dalle 12 alle 19 e venerdì dalle 8 alle 10.30. Seguiranno poi i funerali alle 11 nella Chiesa di San Marco.

Nata a Milano l’1 gennaio 1923 da un legame illegittimo, viene allevata da una famiglia di contadini nelle campagne di Cremona. Una volta divenuta una star continua a indossare come copricapo un foulard proprio per ricordare quel mondo in cui era cresciuta.

Valentina Cortese non ha mai nascosto le sue umili origini: “sono cresciuta tra persone semplici e vere, e nella miseria, non sapendo che era miseria, si viveva bene anche se mangiavo pane ammuffito. Questa libertà l’ho preservata anche quando, ormai ragazzina, andai a vivere da mia nonna a Torino. Lo devo ai miei contadini, la mia mamma Rina che poi ho portato alla Scala tante volte, suo marito Giuseppe, i figli Luigino e Uliva, se porto il foulard sul capo. Era il modo in cui lo usavano nei campi. Per me è come una loro carezza”.

Debutta nel cinema a 17 anni, il primo ruolo importante è quello di Lisabetta in La cena delle beffe (1942) di Alessandro Blasetti. Si afferma rapidamente – insieme ad Alida Valli – come star del genere cinematografico dei “telefoni bianchi”.

Nel 1948, a soli 25 anni, è già una diva acclamata a Hollywood: firma un contratto con la 20th Century Fox ed è l’attrice italiana più famosa oltreoceano.

Lavora con James Stewart e Spencer Tracy in Malesia (1949), viene diretta da Jules Dassin ne I Corsari della strada (1949) e recita con Ava Gardner e Humphrey Bogart ne La contessa scalza (1954).

Nel 1951 si sposa con Richard Baseheart da cui divorzierà nel 1960. Dallo sfortunato matrimonio nasce l’amato figlio Jackie, morto nel 2015 provocando un dolore incolmabile all’attrice già provata dall’età. “Ancora un giro di clessidra e lo raggiungo”, ripeteva Valentina.

Proprio a causa della gravidanza, nel 1952, è costretta a rifiutare l’offerta di Charlie Chaplin per il ruolo di protagonista femminile ne Le luci della ribalta.

Addio a Valentina Cortese, eternamente diva
Valentina Cortese ne Le Amiche di Antonioni

Nel 1955 vince il Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione ne Le amiche di Michelangelo Antonioni.

Nel 1964 recita con Ingrid Bergman ne La vendetta della signora. Nel 1965 viene diretta da Federico Fellini in Giulietta degli spiriti.

Nel frattempo, inizia il sodalizio – sentimentale e artistico – più importante della sua vita, quello con Giorgio Strehler. Quindici anni in cui amore e palcoscenico diventano una cosa sola. Il regista la erge a sua musa e lei regala delle interpretazioni entrate nella storia del teatro mondiale.

Si conoscono nel ’58 per Platonov e gli altri, nel ’61 recita in dialetto meneghino ne El nost Milan, è Beatrice in Arlecchino servitore di due padroni  (edizione del ’63). Poi, Il gioco dei potenti (1964), I giganti della montagna (1966), fino a un’edizione memorabile de Il giardino dei ciliegi (1973).

La sublime interpretazione di Ljuba nel capolavoro strehleriano legheranno per sempre quel personaggio al volto, alla voce e all’intensità drammatica di Valentina Cortese.

Nel 1973, viene candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista per Effetto Notte di François Truffaut.

Vince Ingrid Bergman per Assasinio sull’Orient Express, ma al momento della premiazione non nasconde che, secondo lei, la collega italiana avrebbe meritato quella statuetta.

Nel corso della sua lunga carriera ha girato ben 69 film. È stata diretta dai più grandi registi del cinema e del teatro internazionale.

Franco Zeffirelli, suo grande amico, la dirige in Fratello Sole sorella Luna (1971), nello sceneggiato televisivo Gesù di Nazareth (1976) dove interpreta il ruolo di Erodiade e in Storia di una capinera (1993).

Nel 1987, colpisce la sua interpretazione in Via Montenapoleone di Carlo Vanzina, in cui tratteggia una madre dell’alta borghesia incapace di accettare l’omosessualità del proprio figlio.

Ha continuato a recitare in teatro fino al 2009.

Nel 2012 ha pubblicato il romanzo autobiografico Quanti sono i domani passati.

Addio a Valentina Cortese, eternamente diva
Valentina Cortese eternamente diva

Infatti, la vita di Valentina Cortese è stata una favola: dalla miseria a Hollywood, amori vissuti intensamente, amicizie importanti, innumerevoli successi.

È stata amica di Grace Kelly e di Alda Merini.

Valentina Cortese ha incarnato perfettamente nell’immaginario collettivo la figura dell’attrice: talentuosa, carismatica, bella, elegante, colta ed eternamente diva.

Addio a una donna generosa e a un’artista immensa. Addio a una leggenda dello spettacolo che ha fatto brillare il talento italiano nel mondo.