di Luca Forlani

Le Iene è una delle colonne portanti del palinsesto di Italia 1. Il programma ideato a metà degli anni ’90 da Davide Parenti è una macchina collaudata e sono tanti i personaggi diventati popolari grazie alla trasmissione. Per ovvie ragioni, sono decisamente meno conosciuti coloro che si trovano dietro le telecamere.
Antonio Monti è dal 2011 il regista de Le Iene.

Nato a Forlì quarantadue anni fa vanta un’affermata carriera in televisione.
Si avvicina al mondo dello spettacolo innamorandosi del cinema. La sua passione per la pellicola nasce da bambino in una realtà di provincia molto lontana da quel mondo:

“Ricordo che regalarono a mio padre una videocamera super8 e ne rimasi immediatamente affascinato.Poi, durante il liceo ho capito che volevo trasformare questa passione in lavoro. Mi sono iscritto al Dams di Bologna e mi sono diplomato in regia e direzione della fotografia presso la Los Angeles Film School”. Dopo aver ottenuto una solida formazione cinematografica inizia a lavorare in televisione, fino ad arrivare al programma cult di Italia Uno.

Come sei arrivato a Le Iene?

Quasi per caso. Era il 2011 e Davide Parenti cercava un nuovo regista. Io avevo già firmato alcune trasmissioni di Italia Uno come Invincibili con Marco Berry. Tuttavia, non avevo mai curato la regia di un programma in diretta. Ho dovuto imparare sul campo.

Nel curare la regia del programma, a cosa ti sei ispirato?

Mi sono dovuto confrontare con un programma ben strutturato dalla forte riconoscibilità. Davide Parenti ha un’idea ben precisa. Sono arrivato in punta di piedi. Non è stato facile. Spero di aver portato un mio contributo personale. Ho il privilegio di lavorare con una grande squadra.

Davide Parenti è il deus ex machina del programma nonchè un grande professionista, che consigli ti ha dato?

Mi ha sempre detto: “Non fare il regista frustrato di provincia”. In televisione un regista è bravo se riesce a non far avvertire allo spettatore la sua presenza. Davide mi ha insegnato ad essere al servizio della trasmissione. Una volta assorbito questo concetto, è possibile lavorare per dare un’impronta personale.
Ho adottato questo modo di vedere il mio ruolo non solo a Le Iene ma in tutti i programmi a cui ho lavorato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da addetto ai lavori come giudichi la televisione italiana di oggi?

La tv è giunta a un appuntamento cruciale: se da un lato è un mezzo molto consolidato, dall’altro non può non confrontarsi con i nuovi media. Per esempio, la nostra trasmissione è fortissima su internet.
Attualmente è come se ci fossero due redazioni: una televisiva e l’altra web. Quest’ultimo permette di approfondire argomenti o di trattare temi che in tv non avrebbero spazio. Credo che questa sinergia sia sempre più necessaria e che stia dando nuova linfa alla televisione generalista.

Stai lavorando alla seconda stagione di Inseparabili che verrà trasmessa su Sky Arte. Prosegue, dunque, la tua collaborazione con Carlo Lucarelli…

Carlo è uno dei massimi scrittori italiani viventi ed è anche un grande storyteller. La sua cifra di racconto in tv è unica: riesce ad appassionare lo spettatore rimanendo rigoroso nel trattare la storia e le fonti.
Mi sento fortunato di aver incontrato Carlo cinque anni fa e di aver iniziato questa collaborazione. Prima di Inseparabili con lui ho collaborato alle quattro stagioni di Muse Inquietanti, andate in onda sempre su Sky Arte. Tra noi si è creata un’ottima sintonia. Ho la libertà di interpretare i suoi testi attraverso evocazioni forti, dettate dalle location suggestive nelle quali in questi anni abbiamo i suoi racconti.

Mi piacerebbe concludere quest’intervista con un tuo ricordo di Nadia Toffa…

Nadia per molti è stata un esempio, sia per le battaglie che ha condotto come iena che quando ha dovuto affrontare la sua battaglia più grande. Purtroppo, quando ha raggiunto l’apice della carriera è stata fermata dalla malattia. Il video che la nostra redazione ha postato dopo il funerale è stato un omaggio molto toccante, distante dalla Nadia che abbiamo conosciuto in tv. Quella ragazza che ballava sulla spiaggia al tramonto ora non c’è più. È una tragedia che credo adesso richieda un po’ di silenzio.

Iena tra le iene

Un autunno decisamente impegnato attende Antonio Monti. Il regista dal primo ottobre ripartire con la nuova edizione de Le Iene. Alessia Marcuzzi e Nicola Savino condurranno
la serata del martedì con la Gialappa’s Band. Il giovedì, invece, si alterneranno alla conduzione: Giulio Golia,
Filippo Roma, Matteo Viviani, Nina Palmieri, Roberta Rei
e Veronica Ruggeri. Non solo Iene per Monti che dal prossimo numero di Entertainment curerà una rubrica tutta sua. L’autore intervisterà personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura con uno stile ironico e irriverente. Quello stile che ha portato al successo il celebre programma di Italia Uno.

crediti foto: Francesca Cassaro e Daniele Schiavello