di Maria Lucia Tangorra

Quando il fondatore di spazioCinema, Lionello Cerri, ha esposto il suo pensiero nella conferenza stampa che ci ha permesso di rimettere piede in una sala cinematografica, ha tenuto a evidenziare un punto in particolare: «le distribuzioni devono sostenerci (tra queste, Movies Inspired, ha risposto all’appello)». Dalla programmazione delle arene estive di AriAnteo e delle sale al chiuso del Palazzo del Cinema sembra proprio che questo invito sia stato accolto. Addentriamoci maggiormente tra le location e i film in cartellone.

AriAnteo: le location tra Milano, Monza e Treviglio

Se a Milano ci si può alternare tra i giardini della Triennale, Palazzo Reale e i Chiostri dell’Incoronata; altrettanto suggestive sono le platee all’aria aperta allestite presso la Villa Reale di Monza o il Chiostro della Biblioteca di Treviglio.
Senza dubbio gli spazi all’aperto invogliano maggiormente un’uscita nella bella stagione e nel momento che stiamo vivendo; in più spazioCinema di anno in anno li arricchisce con qualche chicca (vedi, ad esempio, la presenza dei comici di Zelig).
«Il pubblico ha risposto molto bene e in alcuni casi si è arrivati al tutto esaurito», si apprende dalla nota ufficiale e questo denota quanto il grande schermo mancasse e ci sia fame di Cinema.

AriAnteo programma 2020

Se la prima parte del cartellone ha voluto riprendere alcuni titoli della recente stagione cinematografica e alcune imperdibili prime visioni (come “Favolacce” dei Fratelli D’Innocenzo non passato dalla sala); il palinsesto di AriAnteo che abbraccia la prima metà di luglio vuole cavalcare l’onda degli inediti (soprattutto non visti in sala) e «propone nuovi appuntamenti ‘extra-cinema’, come gli appuntamenti musicali in AriAnteo Palazzo Reale, nella forma di concerti a cura di Gioventù Musicale d’Italia. Proseguono inoltre gli spettacoli targati Zelig prima della visione del film».

AriAnteo 2020 programma: il fil rouge dei diritti civili

In un tempo come quello che stiamo attraversando, sembra non essere mai abbastanza trattare questo argomento e così la Settima Arte tematizza casi di cronaca o storie originali che sensibilizzino lo spettatore. In prima visione “Honeyboy” di Alma Har’el in cui la regista israeliana indaga in particolare i diritti negati all’infanzia. Il fulcro del racconto sono, infatti, le vicende di un bambino a cui viene “rubata” l’infanzia e il rapporto turbolento con il padre. Il film è ispirato alla vita tormentata di Shia LaBeouf, ex bambino prodigio di Hollywood, che qui compare sia nei panni del padre violento del protagonista sia in quelli di sceneggiatore. «Se mai ci sarà un rinascimento labeouffiano, questo film potrebbe segnarne l’inizio. “Honey boy” è un fluido, sincero, ben strutturato e ben recitato racconto personale di Shia LaBeouf, a quanto si dice scritto durante la disintossicazione in clinica. Il film si basa sulle memorie di gioventù della giovane star finita nei guai per colpa della diabolica trinità: alcol, droga e celebrità», ha dichiarato Peter Bradshaw sul ‘The Guardian’.

AriAnteo 2020 programma

Nello stesso filone annoveriamo “Bombshell” – La voce dello scandalo di Jay Roach, con Nicole Kidman nei panni di Gretchel Carlson, una delle donne che ebbe il coraggio di denunciare – un atto per cui ancora si ha paura – il presidente ed amministratore delegato della Fox è Roger Ailes.

Direttamente dalla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ci sarà la possibilità di recuperare (qualora lo abbiate perso) “La mafia non è più quella di una volta” in cui Franco Maresco, con la sua cifra stilistica sarcastica è surreale, si interroga sul tema della memoria di Falcone e Borsellino. Ci si ritrova a sorridere per le situazioni e il personaggio (basti pensare a Ciccio Mira) che pone in campo, ma alla fine il sapore amaro prevale davanti a circostanze quasi beckettiane, che sappiamo corrispondere alla realtà.

AriAnteo 2020 programmazione: i film inediti

Precisiamo che nella categoria inediti rientrano anche alcuni titoli (come gli ultimi due) distribuiti solo sulle piattaforme on demand.

“Nel nome della terra” di Edouard Bergeon, ha per protagonisti «Pierre Jarjeau (Guillaume Canet), giovane venticinquenne che torna in Francia, a Wyoming, per riabbracciare la sua fidanzata Claire (Veerle Baetens) e gestire la fattoria di famiglia. Passa il tempo e 20 anni dopo, grazie al duro e intenso lavoro di Pierre, la fattoria è diventata più grande, ma anche la famiglia si è allargata. Ora Pierre e Claire hanno due figli: Thomas (Anthony Bajon) che aiuta il padre come può e Emma, la piccola di casa. Ogni anno tutti insieme costruiscono una piscina con le balle di paglia e per vedere gli amici si spostano in bicicletta di fattoria in fattoria, è così che i giorni passano felici e all’insegna di piccoli e semplici piaceri quotidiani. Fino a quando, nonostante la profonda unione della famiglia e i sacrifici, il lavoro di Pierre si ferma e i debiti iniziano ad accumularsi. Andare avanti diventa sempre più difficile. Pierre è esausto e lentamente sarà inghiottito dall’ormai ingestibile situazione che lo porterà a prendere una drammatica decisione…» (dalla sinossi).

“Vulnerabili” di Gilles Bourdos. Presentato nella sezione Orizzonti di Venezia74, narra «tre storie intrecciate tra loro, ognuna con protagonista una famiglia turbata da conflitti interni tra genitori e figli.
La prima riguarda Josephine (Alice Isaaz) e Tomas (Vincent Rottiers), due neo-sposini che, come i tutti i giovani da poco convolati a nozze, vivono nella piena serenità; a volte, però, quello che sembra non è quello che è realmente. I genitori di Josephine (Grégory Gadebois e Suzanne Clément) scopriranno ben presto che la loro apparente felicità coniugale nasconde un’oscura realtà.
Il secondo racconto è incentrato su Mélanie (Alice de Lencquesaing), una studentessa universitaria rimasta incinta, che deve comunicare la notizia della sua gravidanza ai suoi genitori. Purtroppo il padre del bambino non è esattamente il tipo che la madre e il padre si aspettavano: Mélanie è incinta, infatti, del suo professore, un uomo più anziano dei suoi genitori.
La terza storia vede protagonista Anthony (Damien Chapelle), un giovane studente di lingue, un po’ sognatore e da poco single, dopo una relazione finita che lo ha portato a riflettere sull’amore e sulle relazioni con le donne. Il giovane si ritrova a fare i conti con la madre (Brigitte Catillon), che lasciata dal marito per un’altra donna, inizia a manifestare una fragilità mentale, a causa della quale finisce in un ospedale psichiatrico».

“Gamberetti per tutti” di Maxime Govare. Una commedia come solo i francesi sanno fare. «Dopo aver fatto dichiarazioni omofobiche, Mathias Le Goff, vice campione mondiale di nuoto ormai a fine carriera, è condannato a allenare Les Crevettes Pailletées, una squadra di pallanuoto formata da atleti gay, il cui obbiettivo è qualificarsi per partecipare ai Gay Games che si svolgono in Croazia. Mathias avrà così l’opportunità di scoprire un universo che sconvolgerà i suoi punti di riferimento e lo porterà a rivedere le priorità della vita».

“Le cose che non ti ho detto” di William Nicholson. Non confondetevi con il romantico “Le parole che non ti ho detto” tratto da Nicholas Sparks. Anche qui, però, c’è di mezzo l’amore, ma sotto un’altra prospettiva. «Le cose che non ti ho detto, il film diretto da William Nicholson, racconta la storia di una coppia di coniugi, Grace (Annette Bening) ed Edward (Bill Nighy). I due sono sposati da 29 anni e la loro vita nella cittadina inglese di Seaford trascorre tranquilla in una casa in prossimità del mare tra oggetti accumulati negli anni, tra cui moltissimi libri. Entrambi in pensione, lei si occupa della stesura di un’antologia di poesie, mentre lui è ossessionato dall’attendibilità delle pubblicazioni su Wikipedia.
Quando il figlio, Jamie (Josh O’Connor), va a far loro visita per il weekend, il padre gli rivela l’intenzione di lasciare la madre per un’altra donna che lo rende felice e libero di essere se stesso. Quando Grace apprende la notizia, non accetta che suo marito voglia rompere la loro relazione dopo quasi trent’anni di matrimonio. Edward fa così i bagagli e va via. Caduta in depressione, Grace si sente persa senza Edward nella sua piccola cittadina costiera e spera sempre di vederlo rientrare un giorno in casa con le sue valigie. Jamie cerca di aiutare la madre a ripartire da zero e a mettersi alla ricerca della sua serenità.
I tre faranno i conti con gli ostacoli che la vita pone durante il cammino e che dovranno saper affrontare per tornare ad essere felici, ognuno a modo suo».

“La sfida delle mogli” di Peter Cattaneo. «È la storia di alcune donne, mogli di soldati, che si ritrovano a trascorrere la loro vita in una base militare a causa del lavoro dei loro mariti. Spesso sole quando gli uomini sono in servizio, conducono la loro esistenza tra monotonia, tanta pazienza e attesa. Tra queste c’è Kate (Kristin Scott Thomas), presidente di vecchia data del Comitato Sociale, che viene sostituita dalla nuova arrivata Lisa (Sharon Horgan). Kate, però, non riesce ad allontanarsi dal suo precedente ruolo e non accetta la nuova linea di condotta intrapresa da Lisa. La veterana del Comitato, infatti, vorrebbe che il gruppo continui gli appuntamenti del club del libro e il lavoro in comunità, al contrario della nuova presidentessa, più interessata a condividere un bicchiere di vino che alle attività suddette.
Solo un progetto sembra accordare tutte, quello di fondare un coro militare femminile. Dapprima l’idea non sembra avere una concretizzazione, fino a quando non si dà inizio alle prove e la gioia del canto non contagia tutte le donne. Nasce così il primo coro di mogli, che porta le ragazze a fare sempre più affidamento l’una sull’altra e a stringere legami di amicizia, accomunate tutte dalle stessa angoscia: un partner in guerra e l’incertezza di un destino».

AriAnteo 2020 programma: le visioni presentate da ospiti

Giovedì 2 luglio presso AriAnteo Chiostro dell’Incoronata (Sala 1) la regista Laura Cini presenterà “Medium”, un documentario che potrebbe stupire anche i più scettici sull’argomento: «Tarika è una medium e vive in un mondo popolato da vivi e da morti. Grazie alla sua capacità di penetrare nel mondo dell’invisibile, Nadia e Sirio intraprendono un viaggio inaspettato con i loro parenti defunti». Il resto ve lo facciamo scoprire in sala.

Lunedì 6 luglio presso AriAnteo Chiostro dell’Incoronata (Sala 2) Ginevra Elkann dialogherà col critico cinematograficoafico Mattia Carzaniga prima di immergersi nella visione di “Magari”, sua opera prima, scelta come apertura delLa 72esima edizione del Festival Internazionale del Film di Locarno. «Si basa sui ricordi e sulla nostalgia e guarda al concetto di famiglia, alle fantasie sulla famiglia perfetta che inseguiamo, soprattutto da bambini. Il film parla di adulti imperfetti, che cercano di fare del proprio meglio, barcamenandosi tra la vita e i sentimenti. Gli adulti sono visti attraverso gli occhi di tre piccoli fratelli, tutti caratterizzati da personalità molto diverse tra loro, che cercano di vegliare l’uno sull’altro. Come madre di tre bambini mi stupisce sempre vedere come i più piccoli si adeguino alle situazioni e i modi in cui reagiscono agli eventi esterni. Alcuni di loro si adattano bene, altri invece oppongono resistenza, restando ancorati alla loro visione delle cose. La costante che tuttavia sembra sempre tenerli uniti è il reciproco senso di appartenenza» (dalle note di regia). Nel cast Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Milo Roussel, Ettore Giustiniani, Oro De Commarque, Sallette, Brett Gelman, Benjamin Baroche.

 

AriAnteo 2020 programma

 

AriAnteo e la collaborazione dell’Accademia del Cinema Italiano

Sono stati assegnati da poco in una serata condotta da Carlo Conti, con una platea fisicamente vuota, ma idealmente numerosa, in attesa di scoprire chi avrebbe vinto i David di Donatello di quest’anno.
Le arene estive di tutte e tre le città godranno di una chicca: la Casa dei David.
«Il pubblico avrà l’opportunità di assistere ad una programmazione unica ed esclusiva, a cura dei David. I film infatti saranno introdotti da pillole video esclusive composte da: David65, un’emozione unica, una sintesi dell’inedita premiazione 2020 trasmessa durante il lockdown; David Story: i grandi del cinema in pillole, momenti esclusivi dalle premiazioni passate, direttamente dall’archivio storico del David; Le Voci del David65: video interviste e video-selfie in cui i candidati 2020 si raccontano e introducono il film in programma» (dalla nota di presentazione).

L’elenco dei film proposto dall’Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello

– “Tutto il mio folle amore” di Gabriele Salvatores (10 luglio, Monza)
– “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Stefano Cipani (5 luglio, Incoronata + 16 luglio, Monza)
– “La dea fortuna“ di Fernzan Ozpetek (4 luglio, Treviglio + 15 luglio, Triennale)
– “Pinocchio“ di Matteo Garrone (10 luglio, Treviglio + 17 luglio, Monza)
– “Il traditore“ di Marco Bellocchio (30 giugno, Incoronata + 3 luglio Triennale + 24 luglio Monza)
– “Ricordi?“ di Valerio Mieli (5 luglio, Palazzo Reale)
– “Il primo re“ di Matteo Rovere (7 luglio, Palazzo Reale + 17 luglio, Incoronata)
– “Il sindaco del rione Sanità” di Mario Martone (16 luglio, Incoronata)
– “La paranza dei bambini“ di Claudio Giovannesi (9 luglio, Incoronata)
– “5 è il numero perfetto” di Igort (data da definirsi)

Nota bene: molti dei titoli presentati nelle arene sono in programma nelle sale interne dell’Anteo Palazzo del Cinema che coraggiosamente ha deciso di aprire le sue porte e non attende altro che ricevere spettatori.

Vi ricordiamo che per rimanere aggiornati sulla programmazione delle sale interne di Anteo Palazzo del Cinema (dov’è ripresa anche la rassegna Sound&Motion Pictures con la selezione dei migliori film della stagione in lingua originale) e sul cartellone proposto dalle arene di AriAnteo potete consultare il sito ufficiale.