Che cos’è che muove l’arte? E cos’è che ci permette di esprimerci al meglio delle nostre possibilità?

Senza dubbio è l’amore la prima fonte di ispirazione per gli artisti di ogni epoca. Ma in particolare, quanto influisce una relazione artistica sulla vita personale e lavorativa di un individuo?

“Modern Couples: Art, Intimacy and Avant-gard” at Barbican Gallery, London, England. Photo by John Phillips, Getty Images

Si dice che lavorare con il proprio partner sia deleterio, eppure allo stesso tempo non c’è cosa più meravigliosa che condividere con la persona che si ama un obbiettivo comune. Dunque, è proprio l’indagine dei meccanismi interni a una relazione che non sia solo d’amore ma anche di lavoro quella alla base della mostra “Modern couples: art, intimacy and avant-garde”, ospitata alla Barbican Gallery di Londra fino al 27 gennaio 2019.

Un percorso davvero particolare attraverso gli occhi di oltre 40 grandissimi artisti del XX secolo in cui il tema della coppia è anche il fil rouge per raccontare un’intera epoca, proprio agli albori della modernità.

Auguste Rodin, Masque de Camille Claudel, 1889, Courtesy of Musée Rodin

Così, l’amore lungo dieci anni della scultrice Camille Claudel per il suo maestro Auguste Rodin, si affianca all’arte intima, a tratti inquietante di Frida Kahlo, il cui amore tormentato per Diego Rivera l’accompagnerà per tutta la vita. E poi, la storia di Alma Mahler, moglie del compositore viennesse Gustav Mahler e lei stessa compositrice e scrittrice, fino alle relazioni meno conosciute, come quella di Dora Maar e Pablo Picasso e la relazione omosessuale di Virginia Woolf con la poetessa Vita Sackville-West.

La mostra esplora attraverso i dipinti, le sculture, i disegni e la letteratura la forza creativa delle relazioni tra artisti che hanno dato vita a nuovi modi di fare arte, di vivere e soprattutto di amare. Non solo opere d’arte ma, grazie a prestiti provenienti da collezioni private e pubbliche da tutto il mondo, la rassegna espone anche fotografie personali, lettere d’amore, regali e materiale d’archivio raro, che mostra il lato intimo dei celebri sodalizi.

Frida Kahlo, El Venadito, 1946 Photo by Nathan Keay ©MCA Chicago

Infine, la mostra analizza il cambiamento della figura femminile. Camille Claudel, Frida Kahlo, Alma Mahler e molte altre, sono sì, muse ispiratrici ma anche donne con uno spessore culturale che non aveva niente da invidiare a quello delle controparti maschili, in cui la coppia non rappresentava, almeno in parte, un freno ma una specie di unità creativa che permise ad alcune donne di reinventare la propria identità.

Dorothea Tanning and Max Ernst with his sculpture Capricorn, 1947 Photo by ©John Kasnetsis