Nei giorni scorsi Billie Eilish ha rilasciato un nuovo video dal titolo “Not my responsibility”, in cui va contro il body shaming. Si rivolge agli haters del web, spingendoli a riflettere sulle conseguenze delle parole, soprattutto in ambito social.

Il cortometraggio realizzato dalla stessa cantante 18enne è fatto di luci ed ombre ed è dedicato ai commenti degli haters postati sui social network senza pensare alle conseguenze delle loro azioni. Con il titolo “Not my responsibility”, il video è un inno contro il body shaming, che ha registrato oltre 13 milioni di visualizzazioni su Instagram solo dopo il primo giorno di lancio.

L’importanza delle parole nel cortometraggio

Come se fosse una lettera aperta, Billie Eilish ha voluto dedicare questo short film ai leoni da tastiera che da sempre la criticano sui social per il suo corpo e le sue forme, ignorando il suo percorso artistico e musicale, oltre che un portfolio di premi non indiffrente (tra i tanti, i 5 Grammy Awards vinti nel 2019).

Sento sempre il vostro sguardo su di me” dice nel corto. “Niente di quello che faccio passa inosservato“.

Chi decide cosa significa se sono più o meno vestita? Il mio valore come persona si basa solo sulla tua percezione? O la tua opinione su di me non è una mia responsabilità?“. È questa la domanda che si pone Billie mentre si spoglia, restando prima in reggiseno e poi togliendosi anche quello, prima di immergersi in un’acqua nera color pece che si confonde con lo sfondo, quasi come se fosse inghiottita in un pozzo senza fondo.

La società ci impone dei canoni estetici che non corrisponderanno mai ai suoi, nè a quelli di molti altri. Ma è giunto il momento di guardare oltre: giudicare l’essere umano è scorretto e inopportuno, a prescindere dagli haters e la la loro indecente attività di body shaming, perché siamo come siamo, nel bene e nel male.

Per anni, la cantante si è coperta con vestiti oversize per celare le insicurezze che la facevano sentire sbagliata, pensando di mettere a tacere le dicerie e immaginandosi come una ragazza normale, che vive in un mondo comune. Ma le critiche sono arrivate lo stesso: troppo coperta, troppo poco femminile, non abbastanza donna. Così Billie ha deciso di realizzare questo corto, dedicandolo a se stessa e a tutte le persone vittime del body shaming.

Il video è stato scritto e prodotto dalla stessa Billie Eilish, in un’atmosfera intima e oscura da cui fuoriesce la cantante mostrando le sue forme femminili. La domanda che rivolge ai body-shamers è: “Mi conoscete? Mi conoscete davvero così bene?.

Il concerto di Miami

Il video venne proiettato in anteprima a Miami, all’interno del suo “Where Do We Go Tour“. Durante il concerto del 9 marzo 2020 all’American Airlines Arena di Miami, la cantante si spogliò sul palco in segno di protesta contro chi critica qualunque cosa indossi. Ma il suo messaggio vuole essere ancora più forte, sperando che tutti, ragazzi e adulti, capiscano che le parole sui social hanno un peso e valutino bene l’impatto che hanno sulle persone nella realtà.

La cantante, inoltre, in più occasioni, ha dichiarato che deve fare i conti con uno degli incubi peggiori delle celebrities: la pressione della fama, che sentirebbe addosso in modo molto forte. Il suo pensiero è chiaro: «Il mio valore non si calcola in base alla vostra percezione/opinione. E non è colpa mia se voi scrivete quelle cose orrende».

Lo short film di “Not my responsibility” dell’autrice dello splendido brano “No Time To Die“, colonna sonora dell’ultimo capito di James Bond in uscita in autunno, è un messaggio di speranza e, in qualche modo, di fiducia nell’essere umano, che Billie Eillish ha lanciato alla sua numerosa platea virtuale e che, si auspica, raggiunga il maggior numero di persone possibili.

Il testo del cortometraggio

do you know me?
really know me?
you have opinions
about my opinions
about my music
about my clothes
about my body
some people hate what I wear
some people praise it
some people use it to shame others
some people use it to shame me
but I feel you watching
always
and nothing I do goes unseen
so while I feel your stares
your disapproval
or your sigh of relief
if I lived by them
I’d never be able to move
would you like me to be smaller?
weaker?
softer?
taller?
would you like me to be quiet?
do my shoulders provoke you?
does my chest?
am I my stomach?
my hips?
the body I was born with
is it not what you wanted?
if I wear what is comfortable
I am not a woman
if I shed the layers
I’m a slut
though you’ve never seen my body
you still judge it
and judge me for it
why?
we make assumptions about people
based on their size
we decide who they are
we decide what they’re worth
if I wear more
if I wear less
who decides what that makes me?
what that means?
is my value based only on your perception?
or is your opinion of me
not my responsibility

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