di Giacomo Gallina

Oggi 2 aprile ricorre la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo.


Per l’occasione, Disney+ propone Float, un cortometraggio d’animazione dedicato all’autismo, che arriva dritto al cuore.

Float – Pixar SparkShorts | Disney+ | Now Streaming

Prepare for an emotional high and start streaming Float, one of Pixar’s #SparkShorts, on Disney+ now. #DisneyPlus

Posted by Disney on Monday, 18 November 2019

Il termine autismo, etimologicamente deriva dal greco αὐτός (autos) «stesso», ovvero «se stesso», termine coniato all’inizio del novecento dallo psichiatra psicodinamico svizzero Eugen Bleuler. L’origine etimologica del termine rimanda chiaramente a quelle difficoltà comunicative e sociali e nell’attenzione condivisa che si riscontrano a diversi livelli e secondo modalità estremamente differenziate nei disturbi dello spettro autistico. (cit. https://www.stateofmind.it/)

E’ vero, è una difficoltà e, grazie ai continui studi e aggiornamenti terapeutici, si fa sempre più affrontabile. Nel mio vissuto da educatore, ho avuto a che fare spesso con ragazzi che soffrivano di questo disturbo che io paragono a un muro, o meglio a una barriera in quanto è tanto esclusiva quanto inclusiva, non sempre invalicabile. L’autismo per come l’ho vissuto io, è spesso un universo completamente differente dal nostro della comunicazione. In certi casi, bisogna combattere le proprie convinzioni su come si deve fare e cosa si deve dire. indispensabile è predisporsi all’apprendimento di nuove gestualità e, soprattutto a nuovi linguaggi che ti permettono di entrare in sintonia con le persone affette da questo disturbo. L’imitazione è l’inizio: sentire lo stimolo che un gesto suggerisce al cervello ( le vie sono biunivoche, al contrario di quanto spesso si pensi), anche se ripetuto ossessivamente migliaia di volte, ci porta a imparare i nuovi codici comunicativi che spianano la strada verso la comprensione e, dopo un lungo lavoro, l’interazione. Certo bisogna essere molto empatici e capaci di allontanare quelle educazioni verbali e motorie incancrenite nel nostro passato per cominciare a comprendere un’altra realtà.

Disney+, il servizio di streaming dedicato ai film e ai prodotti di intrattenimento di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic, sbarcato lo scorso 24 marzo nel nostro Paese, offre un contenuto per avvicinare adulti e bambini alla tematica: Float.

Un padre scopre che suo figlio è diverso dagli altri bambini in un modo davvero singolare. Per sfuggire al giudizio altrui, il padre cerca di tenere il bambino lontano da sguardi indiscreti, ma quando le capacità di suo figlio diventano pubbliche, deve decidere se continuare a nasconderle o accettare suo figlio così com’è. 

Scritto e diretto da Bobby Rubio e prodotto da Krissy Cababa, Float è un cortometraggio che fa parte del progetto SparkShorts di Pixar, voluto dallo studio di animazione, per trovare storie uniche e nuovi talenti.

La storia di Float nasce dall’esperienza personale di Bobby Rubio e racconta di un padre e di un figlio, del loro amore e del percorso che porta all’accettazione reciproca. La diversità è rappresentata in modo immediato ma positivo, con il bambino che vola mentre gli altri camminano.

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