Passato da Sanremo Giovani, Amici e X Factor, al Festival di Sanremo 2019 il cantautore livornese Enrico Nigiotti ha incantato tutti con “Nonno Hollywood”, la canzone dedicata al nonno Tommaso.

In questi giorni è in giro con il suo Cenerentola Tour e noi abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con lui.

Ph. Fabrizio Cestari

Adesso sei in giro per l’Italia con il tuo Cenerentola tour, come sta andando?
Sta andando bene. Durante la tournée invernale c’era un pubblico pagante che stava a sedere invece adesso vado in giro per le piazze e riesco a capire che impatto ho sulle persone. È sempre una gara a cercare di far rimanere tutti lì ad ascoltarmi. Mi piace molto questa cosa.

 

Perché questo titolo “Cenerentola” per il tuo terzo album?Cenerentola sono io. Dopo tanta gavetta questo album ha finalmente coronato questo anno.
Fino a tre anni fa lavoravo in campagna con mio nonno e fare il cantante era solo un sogno. Dopo X Factor è arrivato un contratto discografico, poi le canzoni che ho scritto per Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. Questo mi ha dimostrato che nella vita tutto può cambiare in un secondo: ecco perché io mi sento un po’ Cenerentola.

Enrico Nigiotti Ph. Daniele Barraco
Ph. Daniele Barraco

Qual è, secondo te, la tua qualità artistica?
Sono bravo a fare la carbonara (ride, ndr).
La mia qualità è che non parlo mai di ciò che non conosco: nelle mie canzoni dico sempre la verità.

 

Hai partecipato a Sanremo con “Nonno Hollywood”. Com’è nato questo brano?
È nato da uno sfogo. Il nonno morì durante la notte e il pomeriggio successivo ero in albergo, presi la chitarra per non pensare e scrissi il ritornello: è stato molto istintivo.

 

Che ruolo ha ricoperto per te tuo nonno Tommaso?
Era un punto di riferimento. Avevamo un rapporto speciale: io passavo a prenderlo tutti i giorni e andavamo in campagna. Ho avuto la possibilità di passare dei momenti con lui che erano tutti nostri. Non lo ricordo solo perché mi portava al parco quando ero piccolo: me lo ricordo da uomo a uomo.
Perderlo è stato come perdere un amico.

Ph. Pamela Rovaris

Nella canzone racconti la storia di un’Italia semplice, come quella che c’era quando lavoravi la terra con tuo nonno. Credi ci sia ancora?
Sì, io credo molto nei paesini e nelle provincie dove si riesce ancora a mantenere quello che c’era una volta. I vecchiettini sulla seggiola o il famoso bar sport per me valgono tantissimo. Quando entri in un bar sport impari quali sono le nostre radici: conoscere le tradizioni è fondamentale per una buona crescita personale. Devi capire da dove vieni per sapere dove vuoi andare.

 

Come sei riuscito a restare legato alle tue radici e a non montarti la testa dopo tutto il successo che hai ottenuto?
Non mi comporto diversamente da come mi comportavo prima, quello che faccio è solo un lavoro. L’unica differenza tra me e il mio amico a cui hanno aumentato lo stipendio è che io faccio il lavoro che mi piace. Io questo lavoro lo vorrei portare avanti per tutta la vita, senza mai dimenticarmi però che è un lavoro.

 

C’è un collega con cui ti piacerebbe lavorare?
Secondo me Ivano Fossati è il più grande autore del Novecento. Mi piacerebbe scrivere una canzone insieme a lui, anche se so è sarà quasi impossibile. Ormai però ho capito che niente è impossibile nella vita.

 

Cosa fai quando non lavori?
Io abito a Livorno, a due passi dal mare, quindi vado al mare. Vado al bar con gli amici, esco con il cane e poi vado a correre per smaltire il bar con gli amici. Faccio una vita normale.

Ph. Fabrizio Cestari

Che rapporto hai con i social? Sei un utente attivo?
Non sono un grande praticante dei social, cerco di starci attento quanto basta per avere delle persone che mi seguono. In generale non sono uno malato di social o di internet, non ho sempre il telefono in mano.

 

Ti piacciono i film e le serie tv?
Mi piacevano tanto i film degli anni Novanta. Ora il cinema non presenta nulla di interessante.
L’unica serie tv che ho guardato è stata Narcos, mi era piaciuta moltissimo. Credo che negli ultimi anni le serie tv abbiano largamente superato il cinema.
Io non sono un grande amante della tv, preferisco stare a contatto con la natura. Sono sempre stato un bambino molto vivace, da piccolo non riuscivo nemmeno a stare seduto sulla sedia a scuola quindi stare delle ore con il telefono mi annoia. Finchè fuori c’è il sole preferisco andare al mare.

 

 Che cosa consigli a chi vorrebbe raggiungere i tuoi stessi obiettivi?
Non mollare mai, devi continuare a crederci e a provarci. Bisogna anche accorgersi da soli se ne vale la pena o no e capire se si ha qualcosa in più degli altri, se si ha qualcosa da raccontare.
Non è una strada facile ma nemmeno quando si inizia a camminare è semplice. Io credo che si debba cercare di fare il lavoro che ci piace, c’è sempre tempo per dedicarci a ciò che non ci da soddisfazione.