Al via il prossimo 5 febbraio, la sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo promette un equilibrio tra innovazione e tradizione, divertimento e riflessione politica.

Sono già cominciate, prima dell’effettivo inizio del Festival, le aspre critiche per le scelte di questa edizione. Rimproveri di ordine artistico, economico, politico e sociale. Fulcro dell’indignazione generale è Claudio Baglioni, direttore artistico e conduttore delle cinque serate di spettacolo e musica più attese dell’anno.
Dopo essere stato criticato a causa del compenso, secondo molti troppo alto per il ruolo effettivamente svolto, e dopo aver scatenato un dibattito politico con Salvini sul tema dei migranti, Baglioni è ora al centro di alcune accuse – partite da Striscia la Notizia – su un possibile conflitto di interessi nella scelta dei cantanti in gara.


Nonostante questo inizio un po’ turbolento il Festival vorrebbe replicare il successo dello scorso anno quando proprio un inatteso Baglioni, accompagnato dagli eccellenti Pier Francesco Favino e Michelle Hunziker, si era rivelato la scelta più azzeccata per il programma.
Quest’anno ad accompagnarlo saranno due co-conduttori diversi ma rappresentati dello stesso spirito ironico e leggero: Claudio Bisio e Virginia Raffaele.
Un pilastro della comicità italiana come Bisio, spesso dolceamaro nelle sue interpretazioni surreali, non poteva trovare compagna migliore della Raffaele, apprezzata per il suo trasformismo e per il talento multiforme.
Grande attesa anche per gli ospiti già annunciati e per quelli papabili: grande attesa per Ligabue, pronto per il grande ritorno con il nuovo album Start, per Andrea Bocelli, che si esibirà in un duetto con il figlio, ma anche per Antonello Venditti, Alessandra Amoroso e il duo Far/Ugo Tognazzi.

Gli ospiti saranno due a sera, soprattutto italiani ma si parla anche di alcuni grandi internazionali, e tra i non-confermati si vociferano nomi come Eros Ramazzotti, Marco Mengoni ma anche Ed Sheeran e Ariana Grande.
Il vero fulcro di tutto il Festival sarà però quello della gara che verrà giudicata nel corso delle cinque serate da quattro sistemi di valutazione per arrivare ad incoronare il vincitore della sessantanovesima edizione.
A decretare il risultato finale saranno il televoto da casa, la giuria della Sala Stampa, la giuria degli Esperti e la giuria Demoscopica.

Gli artisti scelti dal direttore artistico sono ventiquattro, divisi da stili ed età completamente diverse. Ad unirli sarà la qualità delle canzoni presentate, motivo di grande vanto per il Festival.
Baglioni si è infatti accerchiato da giovanissimi talenti come Ultimo, vincitore di Sanremo Giovani nella scorsa edizione, Irama, rivelazione della scorsa edizione di Amici, ma anche Mahmood, Federica Carta e Shade, Einar e l’inaspettato Achille Lauro.

Spicca anche la scena Indie dopo il successo dello Stato Sociale lo scorso anno, con gli Ex-Otago, gli Zen Circus e Motta. A calcare l’Ariston saranno però anche visi già noti, alcuni dei quali sono stati protagonisti delle scorse edizioni, come Paola Turci, mentre altri sono assenti da parecchi anni, come Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, i Negrita e Nek. Non mancano anche nomi come quello di Patty Pravo, Loredana Bertè e Nino D’Angelo.
Ghemon ed Enrico Nigiotti si pongono invece al centro, tra vecchie glorie e giovani talenti, in quanto già apprezzati dal grande pubblico ma al primo incontro con il difficile palco di Sanremo.

Considerate tutte le novità interessanti di questo Festival non rimane che l’attesa della sua messa in onda cercando di non perdere quello che è sempre stato lo spirito e il significato di Sanremo, ricordato dallo stesso Baglioni durante la conferenza stampa di presentazione: la realizzazione di un evento musicale e spettacolare raccontato attraverso la televisione.