Dopo l’avvento di Netflix e il boom delle serie tv di alta qualità, il mercato dei prodotti televisivi è cambiato radicalmente anche se, l’universo che gravita intorno all’ex Seattle Grey Hospital, il fulcro di Grey’s Anatomy, non sembra averne minimamente risentito.

C’è chi rivendica la fedeltà alla serie dalla messa in onda delle sue prime stagioni, ben tredici anni fa e chi, invece, si è fatto influenzare dalle opere di convincimento degli amici e per recuperare tutte le quindici stagioni ha perso la vista. Chi ammette di aver iniziato a studiare Medicina all’Università partendo da questo Tv Show e chi, ogni venerdì, si gode con morbosa gelosia la puntata andata in onda in America perché aspettare il palinsesto italiano non è da veri fan ossessivi.

Come quella della maggior parte delle serie più longeve, anche la storia dei dottori di Seattle è, per i suoi appassionati, una vera e propria droga, ma la verità è che Grey’s Anatomy è una serie mediocre e nemmeno troppo originale, anche se quasi nessun suo appassionato lo ammetterà mai.

Sulla scia del successo di E.R. – Medici in prima linea, la regina dei tvDrama Shonda Rhimes ha ideato una produzione basata sugli intrecci, romantici e non, tra i corridoi dell’ormai celebre ospedale di Seattle.

Al centro l’allora giovanissima Meredith Grey, le sue sfortune, la sua carriera, le sue amicizie e l’indimenticabile amore tira e molla con il Dottor Stranamore, il neurochirurgo di fama internazionale Derek Shepherd.

Dalla semplice trama iniziale, le stagioni di Grey’s Anatomy sono proseguite anno dopo anno, intensificando i drammi della povera protagonista che, nell’ordine, ha dovuto affrontare un’infanzia senza padre, l’Alzheimer della madre, l’esplosione di una bomba, la morte del cane, un quasi annegamento, la morte del suo migliore amico, una sparatoria che ha coinvolto il marito, la perdita di un bambino, un disastro aereo, la morte della sorella, l’abbandono della sua migliore amica e, per chiudere in bellezza, la morte del suo amatissimo Dottor Stranamore.

Per i suoi non-fan questo elenco sembrerà lunghissimo, mentre i veri appassionati sanno bene che sono stati omessi molti incidenti, morti, malintesi e drammi da quello che, idealmente, potrebbe essere un elenco di sfortune infinite.

Si pensava infatti che la mente contorta di Shonda Rhimes non potesse più stupire dopo episodi struggenti come quello dell’incidente aereo in cui, in un solo colpo, è riuscita a far fuori due dei personaggi più amati del Tv Show, la sorella di Meredith, Lexie Grey e il migliore amico di Derek, Mark Sloan, a far perdere una gamba alla dolce Arizona Robbins e a ferire i restanti tre protagonisti. Ma il diavolo più pagato della produzione tv americana ha sorpreso tutti uccidendo l’uomo che in un decennio era riuscito a far innamorare e sognare milioni di ragazze, compresa la bella Meredith.

La morte di Derek, probabilmente più compianta di quella di una persona reale, segna l’inaspettato abbandono del co-protagonista della serie, oltre che l’ennesima e crudele sfortuna per i dottori di Seattle.

Sul trono rimane sola, la bella e fragile dottoressa Grey, che dopo qualche puntata di tragico dolore decide di rimettere in piedi la sua vita e di tornare a essere madre, Dio della chirurgia e parafulmine per le sfighe, passando da specializzanda a Capo di Chirurgia.

Dopo tredici anni di assoluta devozione a Grey’s Anatomy non resta quindi che ammettere che togliendo il dolore per i drammi, a questa serie rimane ben poco, ma, forse, è proprio questa la fortuna della sua mediocrità, perché, dopo quindici stagioni e dopo aver perso praticamente tutti i personaggi che avevano fatto innamorare i primi appassionati, smettere di guardarla è ancora pressoché impossibile. Anche dopo l’avvento di Netflix e dopo la comparsa di produzioni di un livello decisamente superiore rispetto a Grey’s. Anche dopo la fine della storia d’amore cardine di questo progetto televisivo. Anche dopo tutto questo, Grey’s Anatomy sopravvive.


Così in seguito alla conferma della volontà di girare una sedicesima stagione, tra un “Ama me, prendi me, scegli me”, un “tu sei la mia persona” e un “il sole sei tu” il mito dell’ospedale di Seattle continua. Per almeno due anni continueranno gli intrecci, gli amori e le amicizie, continueranno le sfortune e i drammi.

Continuerà la mediocrità di una serie che non si può smettere di guardare e di amare.