Ha aperto in Via Gustavo Fara 33, a Milano. È un sushi delivery. Ma è anche un ristorante stellare, dal prezzo medio, ancora di più: concorrenziale. È Ichi Station di Haruo Ichikawa.

Cos’è Ichi Station? È il nuovo locale dello chef giapponese Haruo Ichikawa, che ha ideato non solo un luogo dove poter gustare il sushi ma anche un asporto stellato.

Aperto dopo il locale in Via Col Di Lana, anche questa piccola stazione in particolare sembra aver preso già il suo spazio. A colpi di eleganza e colore.

Il ristorante conta 35 posti a sedere ed è aperto dal lunedì al sabato, non solo per pranzo ma anche per cena. La domenica è chiuso, però è attivo il servizio di consegna a domicilio, accessibile direttamente dal sito o anche per via telefonica.

A pranzo sarà possibile creare i propri lunch box, mentre per cena la sera il menù è à la carte. Per i sushi delivery lovers è possibile costruire anche il proprio travel box, da gustare a casa, al lavoro o in giro per la città.

Nel menù, le specialità nipponiche sono molte, per esempio si può gustare il sushi, le zuppe e ancora le poke bowl, anche in versione “Miniature” (cambiano a seconda del pescato e dell’ispirazione dello chef).

D’altra parte, Ichi Station prende ispirazione anche dalle tradizioni culinarie internazionali, in particolare peruviane e italiane.

Si pensi ai peruviani Ceviche di Ricciola o vegani, a base di funghi shimeji bianchi e leche de tigre.

D’altra parte non si possono dimenticare il Tiradito, cioè il carpaccio di ricciola con salsa peruviana, o i Gunkan Cause, a base di patate peruviane, tartare di salmone, king crab, maionese e salsa ponzu.

Infine, l’urmaki Ika è imperdibile, con la sua base di calamaro, avocado e crema di peperoncino peruviano.

E, ancora di più, da provare sono Gli speciali viaggio, di ispirazione italiana.

Come l’uramaki Calabria, con tonno piccante, cipolla rossa di Tropea e olive, o l’uramaki Cacio e Pepe, con gambero in tempura, avocado, pepe, sale e pecorino. Per non parlare del Chirashi Piemonte: una tartare di manzo, uova di quaglia e salsa yakiniku.

A dire la verità. Ichi Station non è solo un viaggio nei sapori, ma anche nei colori.

Lo afferma lo stesso chef Haruo Ichikawa, reso celebre dal suo ristorante Iyo di Milano – sushi restaurant con una stella Michelin: “Un viaggio di sapori, ricordi, esperienze ed emozioni. Un percorso dei sensi che fonde la tradizione giapponese con ispirazioni dei Paesi nel mondo che ho visitato. Perché ogni strada percorsa lascia una traccia che amo trasformare in esperienza del gusto”.

A proposito di colori, quindi, non si può dimenticare il piatto La via dei colori, ovvero una composizione di sushi che ricava il suo colore a seconda degli ingredienti utilizzati, tutti naturali.

Per esempio, il giallo proviene dallo zafferano. Il verde dal tè matcha. Il rosso dalla barbabietola. Il nero dal riso venere. E così via, in un tripudio di stupore.

Siete amanti dell’arte oltre che del colore? Anche in questo caso, sarete accontentati con il Mosaic Sushi. A scelta fra salmone, tonno, ricciola, tamako yaki cioè frittata di uova, branzino, capesante, gambero cotto, avocado, mango e cetriolo. Per farla breve, un piacere per gli occhi oltre che per il palato.

Oltre al sushi, sono da provare, soprattutto nei periodi invernali come questo, anche i piatti caldi a base di riso, carne o pesce e verdure, come il Gyu Don o il Chicken Teryaki.

Ma i must try sono soprattutto l’Unaghi, nighiri all’anguilla giapponese, o lo Zuke Maguro, un uramaki di tartare di tonno con acciughe, cipolla, tonno marinato all’esterno, kizami e wasabi.

Tutta questa meraviglia va accompagnata da ottime bevande, 18 sono le varietà di vini e birre artigianali, o da gustosi dessert, come il matchamisù o i classici mochi giapponesi.

In un ristorante il menù è fondamentale, ma anche gli ambienti sono importanti. Già dal nome, Ichi Station rimanda a una stazione, e questo tema è percepibile chiaramente nell’atmosfera interna del locale.

Infatti, al soffitto sono appesa delle cartoline che richiamano l’idea del viaggio. E ci si sente proprio come dei viaggiatori, che persi in un luogo sperduto nel mondo scovano questo piccolo rifugio.

Tutto è confortevole e accurato nella location. Ci sono tavoli singoli o tavoli più sociali, apparecchiati con piatti eleganti e tovagliette, che ricordano la stoffa dei vecchi kimoni giapponesi. Su ogni tovaglietta è scritto un pensiero di viaggio, ideato dallo stesso chef Haruo Ichikawa.

Ed è con uno di questi pensieri che vi lascio al vostro viaggio nel gusto, unico e ricco di esperienze.

“Il viaggio sono io.

Sempre uguale, mai nello stesso modo.

Io che cambio in ogni luogo.

Io che cambio in ogni tempo.

Mi scopro in un sapore, mi esploro in un altro.

Il gusto di assaggiare definisce il mio viaggio”.

Ichi Station. A Food Journey.

Di Gloria Mora