La 69^ edizione del festival di Sanremo parte col botto. La prima serata del festival. Gradevole ma farraginosa in alcuni punti.

Sul palco un tripudio di musica live ben orchestrata, giochi di luce, scenografia elaborata e coreografie ben eseguite da orde di ballerini. Uno spettacolo degno della cerimonia dei Tony Award o da notte degli Oscar.

Peccato che la grande botta di energia si esaurisca dopo un paio di minuti durante i quali Claudio Baglioni canta “voglio andar via”, come a voler significare una sorta di inquietudine strisciante che si propagherà dal teatro Ariston a tutte le case.

Claudio Baglioni

Sgomberiamo il campo da qualsiasi dubbio, il festival di Sanremo è soprattutto uno spettacolo televisivo che affonda le sue radici nella tradizione della cultura popolare di questo Paese con il pretesto di ascoltare un certo numero di canzoni.

Ogni anno gli organizzatori si propongono di mettere la musica al centro ma la realtà è fatta di telespettatori che si concentrano su tutto quel che c’è intorno, dalle gaffe alle griffe degli abiti, passando per i momenti imprevisti.

La serata di ieri ha rappresentato un’eccezione poiché per la prima volta si è scelto di concentrare tutte e 24 le esibizioni dei big (contrariamente agli altri anni in cui venivano separati in 2 serate diverse), facendo si che la musica fosse il reale fulcro e lasciando ben poco spazio ai momenti di spettacolo che sono risultati frettolosi e poco efficaci.

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio

Se armonia è la parola auspicata da Baglioni nel discorso introduttivo, nei fatti di armonia se n’è vista poca. Claudio Bisio, che si è concesso un monologo sui testi di Baglioni e la realtà dei migranti, è risultato piuttosto legato, mentre Virginia Raffaele è sembrata un po’ troppo sopra le righe. Sua è la prima gaffe della serata quando le è scappato un saluto ai Casamonica (clan legato alle attività criminali intorno alla capitale).

Baglioni era più a suo agio, alternando ruoli da spalla musicale, a spalla comica, a quello più congeniale da abile padrone di casa.

Patty Pravo e Briga

Il momento più emozionante è rappresentato dal ricordo di Fabrizio Frizzi nel quale il direttore artistico ha confessato di aver pensato a lui per la conduzione del festival allo scopo di riparare il torto compiuto dalla tv di Stato che non gli ha mai concesso questo onore. Il momento più imbarazzante è quello di Patty Pravo e Briga i quali, a causa di problemi tecnici, sono rimasti immobili sul palco in attesa dell’attacco dell’orchestra che tardava ad arrivare, silenzio interrotto dalla frase della cantante: “ma sono venuta a fare una passeggiata o a cantare?”.

Il momento classico sanremese viene occupato da Giorgia superospite che potrebbe cantare anche l’elenco telefonico emozionando sempre più.

Giorgia

La gara è fatta da canzoni che si sono distinte nell’immediato e da altre che verranno fuori alla distanza. Spicca il pezzo di Daniele Silvestri, impreziosito dalla performance del rapper Rancore. Arisa ha un pezzo che funzionerà alla radio, così come quelli di Ghemon, dei Boomdabash. Loredana Bertè si è distinta per l’energia, e Simone Cristicchi per l’emozione con una sorta di preghiera laica composta insieme allo scrittore Nicola Brunialti.

Oggettivamente 24 canzoni nuove compresse in una sola serata rendono ostico ogni giudizio quindi ci riserviamo la possibilità di concederci qualche giorno, abbiamo tempo fino a sabato e ogni giorno saremo qui a commentare.

Ultimo durante la 69^ edizione di Sanremo. ANSA/ETTORE FERRARI
Ghemon
Loredana Berté