Il 3 e 4 agosto si terrà a Noto la V edizione del Giacinto Festival – Nature LGBT+, festival di informazione e approfondimento sulla cultura omotransessuale, la cui direzione artistica è affidata all’attore Luigi Tabita

Al Giacinto Festival per raccontare la libertà
Silvia La Monaca

Tra gli ospiti ci sarà Silvia La Monaca. L’ attrice, autrice e stand up comedian porterà la sua tagliente ironia e racconterà la sua storia. Una storia intrisa di amore, passione e libertà…

Il 3 agosto sarai ospite al Giacinto festival; qualche anticipazione?
L’anticipazione che posso darvi è che sicuramente risponderò alle domande sui temi della serata con ironia ed eleganza, con il mio solito taglio, farò anche un Pronto, Gesù? estratto dal mio ultimo live show dal titolo omonimo.

Ritieni che in questo momento storico sia importante un festival che racconti il mondo omosessuale?
Lo ritengo vitale, senza queste realtà è difficile farsi conoscere. Spesso le persone hanno paura dell’ignoto e per questo occorre rendersi visibili e comprensibili. Anche così si combatte per abbattere l’invisibilità lesbica.

Sei stata recentemente madrina del Brescia Pride. Come mai hai scelto di schierarti in prima linea?
L’invito del direttivo del Brescia Pride mi ha onorata e caricata di una responsabilità che ho colto con impegno e curiosità. Del Brescia Pride mi ha colpito la sintonia e la collaborazione tra i manifestanti e la DIGOS durante la parata. Schierarsi in prima fila significa dare un esempio di coraggio e di solidarietà verso gli altri, per questo non ho esitato ad accettare.

al Giacinto Festival per raccontare la libertà
Silvia La Monaca stand up comedian

Nella scorsa stagione hai recitato in un episodio de Il Commissario Montalbano. Com’è stata quest’esperienza?

Nei primi anni 2000 frequentavo Legge a Palermo e spesso passavo i pomeriggi a studiare sul terrazzo della casa dello studente dove alloggiavo; il più delle volte finivo con il testo come cuscino sognando di recitare con Luca Zingaretti ne Il Commissario Montalbano.La realtà ha superato il sogno. Il set si è rivelato una macchina perfetta. È un po’ come descrivere quando ci si innamora…impossibile!

Qual è la tua serie televisiva preferita e che ti senti di consigliare?
Grace and Frankie, senza dubbio! È disponibile su Netflix, prodotta da Jane Fonda che la vede peraltro tra i protagonisti. Trattare le tematiche LGBT e l’amore in generale degli ultra settantenni, con taglio ironico ed emotivamente profondo, non è semplice, e questa serie ci riesce molto bene. La definirei frizzante e tenera.

Con i “Pronto Gesù?” hai spopolato sul web come nasce l’idea?
Spopolato è un parolone, ho il mio seguito che cresce piano piano. L’idea è nata per caso, feci un video dove chiedevo a Gesù di darmi l’ispirazione per un testo da scrivere e di aiutarmi a trovare la fidanzata. Oggi tratto di argomenti di costume, società e politica, diciamo una satira più ad ampio spettro che posso!

al Giacinto Festival per raccontare la libertà
Silvia La Monaca al Giacinto Festival

Esiste libertà di satira oggi in Italia?
La satira si esprime ma spesso non viene compresa per il bassissimo livello culturale delle masse, viene distorta e manipolata, la satira però non può essere ingabbiata. Fortunatamente abbiamo esempi di alto livello in Italia; consiglio di vedere uno spettacolo o di leggere un qualsiasi testo di Daniele Fabbri. Lui è un stand up comedian, attore, autore ma sopratutto uomo che stimo moltissimo, sicuramente tra i più liberi, in Italia, di cui peraltro ho il privilegio di essere amica.

I tuoi video raccontano l’attualità e in particolare il mondo lesbo. Purtroppo se ne parla poco anche nella stessa comunità, ti sei data una spiegazione?
L’Italia è un Paese ad alto tasso di misoginia dove la figura femminile è spesso schiacciata e messa all’angolo, se poi parliamo di donne che si amano saltano agli occhi due stereotipi che si contrappongono: la lesbica come surrogato di uomo o due donne in un film porno, credo che il problema di base sia questo. L’Italia è un Paese – mi scuso per il termine non proprio elegante – “penecentrico”, fortunatamente esistono uomini meravigliosi che valorizzano e sostengono il mondo femminile, io ne conosco molti. Aggiungiamo poi che molte, troppe, donne si fanno la guerra e la cicuta è pronta.

Come vedi il tuo futuro da donna omosessuale in Italia?
La strada è complessa ma siamo in tante e lottiamo per uscire dall’oblio in cui siamo state relegate. Io nel mio piccolo esisto e con gli strumenti che ho a disposizione (la recitazione, la scrittura e i Pronto, Gesù?) cercherò di allontanare le tempeste dal futuro delle giovani donne lesbiche.