di Maria Lucia Tangorra

“Sotto il sole di Riccione” è un film originale Netflix in associazione con Mediaset, prodotto da Lucky Red. Dal 1° luglio sarà visibile sulla piattaforma in 190 Paesi e vi assicuriamo che tutti gli ingredienti (dal filone sentimentale alla commedia, passando per il romanzo di formazione) sono ben amalgamati.
Merito della regia degli YouNuts!, della sceneggiatura a sei mani di Enrico Vanzina, Caterina Salvadori e Ciro Zecca. Il tutto al ritmo dalle romantiche canzoni dei Thegiornalisti, da ‘Completamente’ a ‘Sotto il Sole di Riccione’ e con l’amichevole partecipazione di Tommaso Paradiso.

Sotto il sole di Riccione film

Sotto il sole di Riccione: il cast

Compongono il cast: Isabella Ferrari, Lorenzo Zurzolo, Ludovica Martino, Cristiano Caccamo, Luca Ward, Saul Nanni, Andrea Roncato, Fotinì Peluso, Davide Calgaro, Claudia Tranchese, Matteo Oscar Giuggioli, Giulia Schiavo, Maria Luisa De Crescenzo, Sergio Ruggeri, Rosanna Sapia. In più l’amichevole partecipazione di Tommaso Paradiso.

Sotto il sole di Riccione: sinossi

Nel cuore della riviera romagnola, a Riccione, d’estate arrivano ragazzi da tutta Italia. Ciro (Cristiano Caccamo) arriva dal sud e sogna di diventare un cantante, tenta un provino ma qualcosa va storto. Diventa bagnino, attirando su di sé le attenzioni di tutte le ragazze. Marco (Saul Nanni) è da sempre innamorato di Guenda (Fotinì Peluso), ma non ha mai trovato il coraggio di dichiararsi. In suo aiuto arriverà Gualtiero (Andrea Roncato) playboy e bagnino a riposo, deciso a condividere i suoi segreti con un ragazzo a cui sembra manchi decisamente l’audacia. Vincenzo (Lorenzo Zurzolo) è un ragazzo non vedente che viaggia con sua madre (Isabella Ferrari), una donna apprensiva e molto protettiva. Quest’anno però Vincenzo ha deciso di lasciare la mamma sotto l’ombrellone e farsi degli amici: incontra così Furio (Davide Calgaro) e il suo gruppo, ognuno diverso dall’altro ma uniti da una grande amicizia.

Sotto il sole di Riccione trailer

Sotto il sole di Riccione: le dichiarazioni dei registi, degli sceneggiatori e degli attori Isabella Ferrari, Andrea Roncato e Luca Ward

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Sapore di mare” è dichiaratamente un’ispirazione? Enrico Vanzina e Isabella Ferrari erano presenti. Come si è partiti da questo cult assoluto aggiornandolo a una generazione che magari non l’ha mai visto?
Enrico Vanzina: mai nella mia vita avrei mai pensato di rimettere piedi nel territorio di “Sapore di mare”. Quando Carlo se n’è andato Netflix e Lucky Red mi hanno proposto di sviluppare qualcosa di originale per un film (Vanzina, infatti, ha ideato il soggetto, nda) partendo dalla canzone di Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti “Sotto il sole di Riccione”. Ci ho pensato molto e poi ho accettato per due ragioni: uno perché, secondo me, questo film – senza volerlo, senza dirlo e senza averlo pensato – è un omaggio a mio fratello. È la cosa più bella che potevo fare dal momento che Carlo non c’è più e dall’altra parte, la forza della musica di “Sapore di mare” era quasi imbattibile per cui bisognava inventare un film che partisse da un brano forte e “Sotto il sole di Riccione” così come tutta la produzione di Tommaso coi Thegiornalisti è straordinaria. Mi ha dato la forza di iniziare tutta l’operazione e penso che ci siamo approcciati nella maniera giusta soprattutto con gli sceneggiatori e coi registi, senza dimenticare questi attori straordinari che abbiamo. Abbiamo cercato di raccontare cos’è l’estate in Italia non da un punto di vista solo generazionale, ma da quello sentimentale. Desideravamo dar vita a una di quelle commedie per cui quando si esce dal cinema e in questo caso si finisce di vedere sulla piattaforma ti porta a dire: com’è bella la vita.
In questo lungometraggio c’è questo misterioso mix tra la generazione di “Sapore di mare” e una generazione di oggi che si vogliono bene e, in questo momento così difficile, fa tanto trasmettere un senso di rinascita, di speranza e di allegria, anche malinconica talvolta. Io l’ho realizzato pensando tutti i giorni a Carlo per cui non potevo sbagliarmi e penso che ne sarebbe molto orgoglioso. È un film molto sincero, semplice, in cui c’è talento e c’è tanta emozione.

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Isabella Ferrari: “Sapore di mare” non è un film che ho fatto, è il film che ho realizzato. Ha fatto cambiare il corso della mia vita per sempre quindi avrei sempre tanto da dire. Non dimenticherò mai il primo giorno nei panni di Selvaggia, la paura di non essere all’altezza. Per fortuna le cose un po’ sono cambiate con gli anni, però “Sapore di mare” è stato il mio romanzo di formazione. Dopo 35 anni, ricevere la telefonata di Enrico e leggere un copione scritto da lui su questa storia che sicuramente cita “Sapore di mare” era impossibile non scegliere di farlo. Carlo era venuto a mancare da un anno ed è stato come chiudere un cerchio.

Quali sono gli insegnamenti che hai portato di Carlo?

E. Vanzina: i registi hanno un gusto per gli anni ‘80. Non ho da insegnare nulla a nessuno, certo su ogni aspetto mi domandavo come l’avrebbe fatto Carlo. Ho cercato, nei limiti della produzione esecutiva in cui ero coinvolto, di stare molto vicino a questi registi, i quali hanno un grandissimo gusto formale e concettuale degli anni ‘80 per cui loro realizzano sempre delle cose in cui c’è una contaminazione vintage.
Di solito metto molto impegno in quello che faccio e anche se ne ho fatti tanti di lavori, in questo caso mi sono impegnato ancora di più perché è chiaro che sul film aleggia la presenza di mio fratello.

Per gli YouNuts!: Com’è stato relazionarsi a Enrico?
Antonio Usbergo: Enrico dice che non ha molto da insegnarci, ma è l’opposto. Siamo cresciuti coi suoi film e poi ci ha fornito tanti consigli anche registici.

Come avete lavorato con Tommaso Paradiso?
Niccolò Celaia: abbiamo cercato, attraverso la musica, di aggiungere emozione alle scene, lavorando prima con gli attori e poi in montaggio.

E. Vanzina: è molto difficile nel cinema italiano avere dei pezzi all’altezza. Quello che è abbastanza raro è che tutto il blocco del concerto sembra da film americano per la qualità con cui l’hanno girato con dei mezzi italiani.

Per Andrea Roncato: sembra un prolungamento nel tempo del fantozziano Loris Batacchi (quello di “Fantozzi subisce ancora”) e di altri suoi cavalli di battaglia. Le è capitato di ripensarci?
Un pochettino sì, ho avuto modo di interpretare altri vitelloni romagnoli però era sempre visto da un punto di vista molto maschilista. Il mio bagnino, in questo film, parla sempre di donne che ha conquistato, ma alla fine si riscatta perché in fondo al cuore gli è rimasto il rimpianto di un solo grande amore. Merito va dato anche al rapporto che si instaura con questi ragazzi.

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Ph Dario Dalboni/Netflix

Per Luca Ward: come hai lavorato su questo personaggio granitico?
È stato abbastanza facile perché mi è capitato di fare il buttafuori nei locali di Roma proprio durante gli anni di “Sapore di mare”. La cosa bella di lavorare su questo set è stato unire giovani autori e attori e vecchia guardia e ha consolidato l’idea che ho sempre avuto: questo insieme porta a un prodotto diverso. Questo progetto, a mio parere, metterà un punto ben preciso almeno sul movimento di macchina. Poi è stato divertente quando mi dicevano: «questa battuta falla meno Ezechiele 25 » e io rispondevo: «che vuol dire? Che devo farla più cane?».
E poi lavorare con Vanzina, che avevo solo incontrato al doppiaggio, insieme al fratello è stato molto bello.

Per i co-sceneggiatori Caterina Salvadori e Ciro Zecca: come avete lavorato con Vanzina e con i giovani attori?
C. Salvadori: ci siamo rapportati in primis con Enrico e poi va detto che le storie che raccontiamo si avvicinano al nostro background.

C. Zecca: facendo le prove abbiamo ‘sporcato’ i dialoghi con gli interpreti; seguendo il set a volte cambiavamo le battute magari in base al dialogo avuto coi ragazzi durante la pausa.

E. Vanzina ci tiene a intervenire e a sottolineare un punto: sono molto contento questo film sia stato fatto da Netflix, col quale ho lavorato con degli amici consolidati e che si sia creata questa collaborazione con Mediaset. È come riannodare un filo, ho cominciato tantissimi anni fa con loro con una serie televisiva che si intitolava “I ragazzi della terza C“ e pensare che, a distanza di 35 anni, sono ancora qui a raccontare delle storie giovanili mi fa molto piacere.

Per Vanzina: dalla Versilia alla Romagna cosa cambia?
Io ho conosciuto Riccione molto tardi nella mia vita, mi portò Lucio Dalla. Poi non l’ho più frequentata, tornandoci adesso. Loro sono riusciti a mantenere le vecchie villette, la famiglia, la spiaggia, gli amici mixata con uno skyline alla Miami. Lo trovo molto affascinante. Credo che Riccione sia un brand internazionale fortissimo.

Per I. Ferrari: cosa ti è piaciuto di più della tua Irene?
È una madre apprensiva, ossessiva, ma in qualche modo complice. Vedere i ragazzi tutti sulla spiaggia mi ha ricordato quando ho cominciato con gli occhi sgranati dalla paura. Ho scoperto Riccione in occasione delle riprese perché i miei mi portavano in Liguria. Non c’è niente da fare: la cosa più bella è innamorarsi nel mese di agosto.

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Ph Dario Dalboni/Netflix

Per gli YouNuts!: cos’è il sentimento della nostalgia?
A. Usbergo: abbiamo cercato di conferire quel sapore nostalgico, fondamentalmente tutte le estati sono malinconiche perché ti ricordano sempre qualcosa che hai vissuto e non torna più.

E. Vanzina: cito sempre una frase che disse Leo Benvenuti mentre scrivevamo “I mitici” uscendo dalla riunione di sceneggiatura: «in fondo la vita sai cos’è: sono venti estati utili». Capiamo cosa sarà di noi, è questa la malinconia insita nella storia. “Sapore di mare” ha avuto successo perché era anche un romanzo di formazione. Anche nel nostro c’è questo aspetto, se pensiamo ad esempio al ruolo interpretato da Zurzolo – il figlio di Isabella nel film – è gigantesco. Il ragazzo arriva con dei problemi e con coraggio fa capire lui la vita agli altri, pur essendo non vedente.

Per Vanzina e YouNuts!: avete pensato anche alla leggerezza da musicarello?
Vanzina: se è inteso in un’accezione negativa no.

A. Usbergo: la musica aggiunge sempre qualcosa in più alle immagini.

N. Celata: e mi sento di integrare: sia quando deve trasmettere sentimenti tristi che energici.

Per Vanzina: qual è il suo personale rapporto tra gli anni ‘80 e oggi?

Negli anni ‘80 cominciavo già ad avere successo e vedevo il mondo come qualcosa di enorme, tutto era possibile non solo dal punto di vista proprio del lavoro, ma anche delle aspirazioni. Ritengo che non ci debba essere nessuna differenza. Sono qui adesso con molti anni in più sulle spalle, con i capelli più bianchi e penso che tutto sia possibile e credo che i ragazzi di oggi se hanno un piccolo difetto è che si autoflagellano, né vedere il futuro come qualcosa di inaccessibile, devono invece cambiare sguardo. Quando cambi sguardo, una cosa triste può diventare comica: questo è il segreto della commedia.

Come mai la scelta del bagno 66?
A. Usbergo: aveva sapore super anni ‘80, un’estetica perfetta, scoperto quando abbiamo girato il videoclip del brano. Ritornando con la produzione per il film, ci è sembrato giusto riutilizzarlo con qualche modifica, esteticamente era perfetto.

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Ph Dario Dalboni/Netflix

Forse i ragazzi di “Sapore di mare” vivevano un’estate più spensierata rispetto a quella di oggi?

L. Ward: all’epoca c’era la vita che partiva; oggi li fanno vivere con la paura, forse anche per questo i giovani si intristiscono. Noi eravamo liberi, se accendevi un fuoco sulla spiaggia non ti arrestavano, c’era il rimorchio selvaggio. Noi fischiavamo alle ragazze dal finestrino; oggi si fanno la corte sui social poi magari si incontrano e crolla tutto. Mi auguro che i media cerchino di aiutarli fornendo una prospettiva in avanti.

I. Ferrari aggiunge: forse perché ora i figli sono anche molto protetti, io me ne sono andata a 17 anni da casa.

Enrico Vanzina ci tiene a dichiarare una nota che si era appuntato: immagino che il mio pensiero sia condiviso da tutti gli altri che sono qui.
In questo film c’è qualcosa di sensazionale e sono gli attori. Di “Sapore di mare” è rimasto il volto di quella signora meravigliosa che sta lì (si riferisce alla Ferrari, nda). Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare un gruppo di attori formidabili e sono sicuro che almeno quattro tra i giovani diventeranno degli interpreti fantastici e questo sarebbe la più grande soddisfazione per tutti noi. È meraviglioso vedere a distanza di cinque anni qualcuno che ha cominciato con te e che è diventato qualcuno di iconico.

Sotto il sole di Riccione conferenza: le dichiarazioni dei giovani attori protagonisti

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Avete avuto ‘timore’ della presenza di Vanzina e dell’immaginario connesso al film cult?

Claudia Tranchese: non abbiamo mai agito col peso addosso di “Sapore di mare”, voleva che usassimo un linguaggio moderno.

In che misura siete stati direttamente coinvolti nello sviluppo delle vostre emozioni?
Cristiano Caccamo: non ci è stato chiesto, però quando mi approccio a un personaggio non riesco a prescindere da quello che sono. Un po’ cerchi dei punti di incontro.

Ludovica Martino: gli YouNuts! ci tenevano che il linguaggio fosse del 2020, molto sporcato.

Davide Calgaro: ho lavorato insieme a Lorenzo (con cui si relaziona maggiormente, nda) e, dal momento che il mio è forse un personaggio un po’ più comico, ho cercato di metterci del mio con delle battute anche sulla cecità di Vincenzo e mi è stato permesso di farlo.

Saul Nanni: do corpo a un ragazzo molto introverso, incontrerà questi amici che lo aiuteranno un po’ a scoprirsi.

Fotinì Peluso: il personaggio mio e quello di Saul si evincono per lo più alla luce della relazione che instaurano e uno dei punti su cui abbiamo lavoro coi registi è stato quello di far vedere l’evoluzione. Per la mia Giada sarà un’estate di svolta per la sua maturazione personale.

Che tipo di processo catartico professionale e personale si attraversa nell’adolescenza durante il periodo di cambiamento per eccellenza che è l’estate?
C. Caccamo: abbiamo cercato di rivivere la freschezza e la leggerezza di quando avevamo diciassette anni, aggrappandoci a qualcosa che abbiamo vissuto in passato. Questa commedia romantica tratta tutte le fasi dell’amore: il tradimento, la crisi, il cambiamento.

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Ph Dario Dalboni/Netflix

Secondo voi è più facile stabilire un contatto con gli altri oggi o l’essere sempre connessi non aiuta?
L. Martino: è il dramma del nostro secolo

C. Tranchese: tutto sta nella misura, se diventa l’unico strumento di socializzazione è un problema. Mi fa piacere che questo aspetto sia stato introdotto nel nostro film.

Come vi siete relazionati con l’immaginario di riferimento? Vi è mai capitata una vacanza del genere?
L. Martino: ognuno ha il proprio posto del cuore.

S. Nanni: tutti hanno passato un’estate così.

F. Peluso: mi sono impegnata nell’immedesimarmi in una ragazza che vedeva gli stessi amici tutte le estati visto che io non l’avevo vissuto.
Sono temi e film che non tramontano mai, è un po’ un evergreen. Sono delle tematiche che avremo per sempre.

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Ph Dario Dalboni/Netflix

C. Caccamo: abbiamo aperto una finestra su qualcosa che tutti conoscono.

C. Tranchese: più di una volta chiedevo a Vanzina cosa ne pensasse e lui rispondeva che dovevamo pensarci noi, coi registi. Forse anche per questo non ci ha mai fatto confronti.

Secondo voi il pubblico internazionale di Netflix riuscirà ad entrare in sintonia con quest’estate italiana?
L. Zurzolo: questa storia racconta di valori: amore e amicizia.

L. Martino: io credo che tutto il mondo sia paese.

S. Nanni: il bello forse di questo lungometraggio è che c’è una grande differenza tra tutti i personaggi ed è costruito proprio in quest’ottica e questo sicuramente può abbracciare più età e pubblici.

F. Peluso: tratta dei temi universali, però secondo me è bello che porti in scena la vera estate italiana, che tutti hanno nell’immaginario, nonostante non sia il loro tipo di estate.

D. Calgaro: ritengo che le dinamiche, tra cui la tecnologia stessa, abbiano reso tutti gli adolescenti del mondo più vicini.

Chi di voi si è ritrovato in una storia simile a quella del proprio personaggio?
F. Peluso: io ho dei tratti in comune con Giada: fare la sostenuta e non ammettere le mie fragilità mi è capitato di attuarlo e ho fatto molto bene.

L. Martino: mi sono innamorata di un bagnino.

C. Caccamo: mi sono invaghito dell’insegnante di sub.

Per Saul Nanni: essendo tu di Bologna, le tue estati sono in riviera?
Di famiglia ho una casa lì, è un posto che probabilmente frequenterò per tutta la mia vita. Ho il cuore per la riviera romagnola.

Col covid non sarà possibile un’estate come quella. Come vivete personalmente questo momento, anche in quanto generazione accusata di eccessiva leggerezza?
F. Peluso: è solito attaccare i giovani perché per antonomasia sono quelli che vengono visti con più superficialità. Il divertimento mancherà ma è qualcosa fatto a buon fine.

L. Martino: speriamo che questo film regali un po’ di leggerezza e buon umore.

Tommaso Paradiso era come ve l’aspettavate?
C. Caccamo: un simpaticone.

S. Nanni: super alla mano.

C. Tranchese: è stato bello confrontarci post riprese, in particolare, della scena del concerto.

F. Peluso: è stata una persona molto simpatica, aperta e ha cercato di divertirsi con noi.

Quali erano i vostri riferimenti nel mondo del cinema balneare?
C. Tranchese: mi ricordo sempre la scena di ‘Celeste nostalgia’ in “Sapore di mare”, ha un romanticismo incredibile.

D. Calgaro: per prepararci ci sono stati proposti dei film da guardare, anche dei lavori di Verdone.

F. Peluso: oltre alla commedia italiana “The O.C.“ l’abbiamo visto tutto.

Qual è il brano che per voi è sinonimo di estate?
C. Caccamo: ‘Vamos a bailar’

F. Peluso: Rino Gaetano e il suo ‘Ma il cielo è sempre più blu’.

Com’è stato lavorare con Isabella Ferrari?
C. Tranchese: è di una sensibilità estrema ed è bellissimo che, con la carriera che ha alle spalle, a fine scena chiedeva come fosse stata. Si è tanto battuta perché facessimo gruppo.

L. Martino: ha una voglia di vivere pazzesca. La stimo da tempo e dopo due secondi che la conosci ti mette completamente a tuo agio.

F. Peluso: ha cercato di instaurare un rapporto con ognuno di noi.

Cosa rappresenta per voi Riccione?
C. Caccamo: sono calabrese e sono pochi i calabresi che vanno a Riccione.

S. Nanni: per noi è divertimento, libertà ed estate. Da Bologna dista un’oretta

C. Tranchese: sono andata con le mie migliori amiche all’esame di maturità. Adesso, dopo averci girato per un mese vivendo così questo film, nella nostra memoria ha un’accezione diversa.

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Ph Dario Dalboni/Netflix

A Zurzolo: il tuo look ricordava quello di Massimo Ciavarro, era voluto?
Ci siamo ispirati a toni chiari e anche a “Chiamami col tuo nome”…

Qual è il vostro film sentimentale preferito?
L. Martino: “Notting Hill” di Roger Michell.

C. Caccamo: “Espiazione” di Joe Wright o “Le pagine della nostra vita” di Nick Cassavetes.

F. Peluso: “Laurence Anyways” di Xavier Dolan.

C. Tranchese: “Chiamami col tuo nome” di L. Guadagnino.

Ci permettiamo di consigliarvi la visione perché gli intenti di leggerezza (nel massimo rispetto della situazione che stiamo attraversando) e nostalgia sono ben assolti, merito – per riprendere la sottolineatura di Vanzina – in primis di chi ha dato vita alla sceneggiatura.