Non solo star e grandi film internazionali alla settantaseiesima edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia

Marco Brandizi

In questi giorni si è tenuta la quarta edizione del concorso I Love Gai – Giovani Autori Italiani, indetto da Siae per promuovere e dare visibilità alle opere di registi e nomi emergenti.

La città veneta, durante la settimana della celebre manifestazione, mostra così grande interesse nei confronti del futuro del nostro cinema.

Un verdetto unanime della giuria composta da Luca Bigazzi, direttore della fotografia dei film di Paolo Sorrentino, dall’attrice Caterina Guzzanti e dalla regista Irene Dionisio ha scelto come miglior cortometraggio La strada vecchia, di Damiano Giacomelli.

Il film che vede tra i protagonisti Fabrizio Falco, Elena Radonicich e Fabrizio Ferracane racconta la storia di Nicola.

Il giovane lavora in una piazzola lungo una vecchia strada di montagna, vendendo agli automobilisti di passaggio le patate coltivate dalla sua famiglia.

Il suo futuro è minato dalla costruzione di una “strada nuova”, che collega le Marche a Roma, e che renderà la strada dove lavora obsoleta e deserta.

Nella vita di Nicola piombano però alcuni personaggi capaci di cambiare il suo futuro.

Tra questi personaggi c’è Pesce Sultano, interpretato da Marco Brandizi.

L’attore, con una carriera in grande ascesa, ha già preso parte a numerosi film e serie televisive come Il giovane favoloso di Mario Martone, La Buca di Daniela Ciprì e in televisione Il paradiso delle signore.

Inoltre, Brandizi è originario proprio delle Marche, regione che fa da cornice alla vicenda narrata.

Marco Brandizi

Ne La strada vecchia che ruolo interpreti?

Sono uno youtuber che viaggia in giro per l’Italia. Un giorno capita a Muccia, un paese dell’appennino marchigiano, e irrompe nella vita monotona di Nicola. Il mio personaggio è metafora di quella modernità che Nicola non conosce. Nonostante il protagonista sia giovane, vive ancora secondo i dettami del passato. L’incontro con il mio personaggio e con quello interpretato da Elena Radonicich sconvolgerà la sua vita tanto da spingerlo a intraprendere un viaggio di formazione.

Che esperienza è stata?

Estremamente positiva. Il cortometraggio è prodotto da Officine Mattòli che è la scuola di recitazione che ho frequentato. Il regista, Damiano Giacomelli, l’ho conosciuto mentre studiavo lì. È stata una bella opportunità anche perché Damiano mi ha chiesto di interpretare un ruolo comico. Una novità per me.

Nella tua carriera hai già preso parte ad alcuni progetti di cinema indipendente. Credi che questi film possano dare una spinta positiva al rinnovamento del panorama cinematografico nazionale?

Sicuramente il cinema indipendente rappresenta una grande opportunità per sperimentarsi. Ci sono film bellissimi ma, ahimè, arrivano raramente al grande pubblico, ad eccezione di pochi casi. I Love Gai rappresenta un’ottima opportunità in questo senso.

Il pubblico televisivo ti conosce per il ruolo di Nino Cerasoli che hai interpretato nell’ultima stagione del Paradiso delle signore. Un personaggio decisamente cattivo…

Vengo spesso provinato e scelto per interpretare personaggi di questo tipo. Probabilmente ho la faccia da  cattivo (ride, ndr). Nella fiction, e ancor di più nella soap opera, c’è un approccio al lavoro più industriale rispetto al cinema. C’è poco tempo per provare. È necessario arrivare sul set molto preparati. L’obiettivo è ottenere il miglior risultato nel minor tempo possibile.

Marco Brandizi

Che personaggio ti piacerebbe interpretare?

Un personaggio borderline.

Quando hai capito che avresti voluto fare l’attore?

Da bambino avevo già una grande passione per il cinema. I miei genitori mi regalarono una piccola telecamera con cui giravo piccoli film con amici. Amo il cinema a 360 gradi. Infatti, in futuro mi piacerebbe dedicarmi anche ad altri mestieri legati alla settima arte.

 Stai seguendo questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia?

Certo. Tra gli italiani in concorso, non vedo l’ora di vedere Martin Eden di Pietro Marcello. Ho profondamente amato il romanzo di Jack London da cui è tratto. Mi incuriosisce molto J’accuse di Roman Polanski. Il film è ispirato all’omonimo testo di Émile Zola in cui veniva denunciato l’affaire Dreyfus, l’errore giudiziario con sfondo di antisemitismo che portò alla condanna per spionaggio di un giovane ufficiale ebreo nella Francia del 1895. Infine, non posso non citare Joker, un film che ha confermato le aspettative e che potrebbe essere candidato anche agli Oscar. Non sarebbe la prima volta che Venezia faccia da apripista agli Oscar. Per esempio, Gravity di Cuaròn vinse a Venezia prima di trionfare a Los Angeles.

Qual è il film della tua vita?

Revolutionary Road di Sam Mendes con Leondardo Di Caprio e Kate Winslet. Ho affrontato le scene del film durante un laboratorio di recitazione e mi hanno insegnato molto attorialmente. Del film mi ha colpito la capacità del racconto di andare oltre alle apparenze

E oltre alla tua apparenza cosa c’è?

C’è una persona – e un attore- che ha delle sfaccettature anche comiche. Credo di averlo  dimostrato grazie alla possibilità datami da Damiano Giacomelli con La strada vecchia. Mi auguro che ora casting director e registi possano iniziare a provinarmi anche per interpretare personaggi positivi.