Si intitola Feel Good – About Emperors, Space Men & TV Stars la mostra con cui l’artista piemontese Tommy Goodman, molto apprezzato in America, si presenta al pubblico italiano per la primissima volta. A Milano, presso la sede della nostra casa editrice, Bel Vivere Media, mercoledì 18 dicembre dalle ore 12.00.

Cresciuto in una famiglia di importanti collezionisti d’arte moderna, Tommy ha subito sin da piccolo il fascino dell’arte, che ha interiorizzato fino a farla diventare una vera passione. Come ama definirla lui stesso, la sua è un’arte figurativa, immediata, pop, che ha raggiunto la sua piena maturità stilistica in funzione di una ricerca che si focalizza sul momento in cui gli esseri umani arrivano a sentirsi come un Dio sceso in terra: invincibili, capaci di raggiungere qualsiasi scopo e di fare qualsiasi cosa. Una condizione felice che è il risultato del raggiungimento di uno scopo che si è a lungo cercato, per esempio, di un successo per cui si è a lungo faticato, o di qualsiasi altra condizione particolarmente positiva. A chi non è capitato almeno una volta nella vita?

Feel Good – About Emperors, Space Men & TV Stars affronta questo tema attraverso tre filoni e tre protagonisti: gli imperatori romani, bellissimi, potenti, che per loro stessa natura erano considerati come degli dei; gli astronauti, che più di tutti, tra gli esseri umani, possono dire di essersi avvicinati a Dio; e alcune star della TV, o meglio delle serie TV, primo fra tutti l’indimenticabile Walter White della serie cult Breaking Bad.

In attesa di vederla, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’artista.

Le opere della tua mostra nascono da un concetto preciso: rappresentare il momento in cui le persone si sentono un Dio sceso in terra. Qual è il momento o i momenti in cui tu ti sei sentito così? È una sensazione che ricerchi continuamente?

Erano gli anni Sessanta quando Andy Warhol disse al fotografo britannico Nat Finkelstein: “Tutti vogliono diventare famosi”. E questi gli rispose: “Sì, per circa 15 minuti”. Da questo veloce scambio nacque una delle frasi più famose e simboliche dei nostri tempi. È una frase che racchiude il più intimo scopo dell’evoluzione umana: l’ambizione, la voglia di sentirsi grandi, di essere migliori degli altri. E qualsiasi uomo, in ogni epoca, in ogni giorno della propria vita, in modo consapevole o inconsapevole, vive con l’ambizione di provare l’ebbrezza di diventare un numero uno, nel proprio contesto, nella propria comunità. E il sentirsi apprezzato, acclamato, vincente e, perché no, invidiato è il vero premio finale di questo percorso: l’esaltazione del proprio ego. Prendiamo i social: sono la cartina al tornasole di questo concetto edonistico, sono la soluzione più facile e immediata per ognuno di noi di sentirsi in qualche modo elevati, al centro del mondo.

Io sono come tutti. Le mie giornate iniziano all’alba, si chiudono al tramonto… nel mezzo corro e lavoro incessantemente per essere visibile, riconosciuto, apprezzato. Non è facile. Nessuno ti regala nulla. La determinazione e la consapevolezza sono gli unici binari che mi danno delle chance di raggiungere i miei obiettivi. Ci sono periodi in cui ogni giorno ti senti un Dio, e ce ne sono altri in cui la luce non c’è, e l’unica cosa che puoi fare è cercare l’interruttore. Prima o poi, lo si trova sempre.

Meglio essere o avere?

L’avere è un mezzo per l’essere. È una regola che vale per tutti. Non è il possesso in sé che ci rende felici o che ci fa sentire grandi, ma è la sensazione di essere riusciti finalmente a possedere. Siamo macchine “sensazionali”: il cibo, l’acqua e il denaro ci tengono in vita, le “sensazioni” ci fanno vivere.

Che cos’è per te l’arte?

L’arte, in ogni sua manifestazione, è la più alta espressione umana di creatività e di fantasia, ed è l’unico momento che permette all’uomo di esteriorizzare la propria interiorità. È il biglietto da visita del proprio essere. I miei quadri sono di impatto, per dimensioni e soggetti, sono molto facili da capire e diventano immediati protagonisti degli ambienti in cui sono collocati. Rimangono dentro a chi li guarda e si fanno ricordare. La mia arte stimola il senso estetico e la sensazione di grandezza che è in ognuno di noi.

Un’opera dei grandi maestri dell’arte che ti piacerebbe avere in casa?

Sono nato e vissuto con le opere dei più grandi maestri dell’arte moderna appese alle pareti. E questo è stato un punto fondamentale di partenza. I miei primi lavori, quando avevo 16 anni, si ispiravano al dadaismo, il movimento anti-arte del 900. Per questo sarebbe un sogno poter avere in casa le opere di Man Ray, Marcel Duchamp, Sophie Täuber.

A quali artisti ti ispiri? 

Due, solo due. David LaChapelle e Thierry Guetta (Mr. Brainwash). I numeri uno, i più grandi.

Nella tua mostra sono presenti alcune opere dedicate al mondo delle serie tv. Quali sono le tue serie tv del cuore? E perché?

The Last Man on Earth, serie geniale di Will Forte, che è la storia di una persona che improvvisamente scopre di essere l’ultimo uomo sulla Terra. Tutti spariti, tutto solo per lui.  Un Dio in terra, in un certo senso. Qui viene raccontato molto bene quanto può essere esaltante e allo stesso tempo travolgente vivere questa sensazione.

E poi Breaking Bad, che è la prima serie in assoluto che ho visto. Anche in questa emerge quanto il sentirsi grande, potenti, come un Dio, possa stravolgere (in senso negativo, in questo caso) l’esistenza di una persona normale, portandolo a compiere azioni inimmaginabili e a loro modo epiche.

Su Entertainment parliamo di televisione e di cinema. Tu la guardi la TV? Che tipo di programmi ti piace guardare?

Le TV a casa mia sono spesso accese, anche quando nessuno le guarda. Sono un bel sottofondo. Riempiono le stanze. Ma io mi cibo esclusivamente di serie TV, di tutti i generi – comedy, thriller, storiche – e di programmi di cucina, che trovo molto distensivi, rilassanti e accoglienti.

Se tu fossi un libro, una canzone e un’opera d’arte, quale saresti?

Un libro: Meno di Zero – Less Than Zero di Bret Easton Ellis; una canzone: Feel Good di Slideback & Philippe B; un’opera d’arte: The Last Supper di David LaChapelle.

La mostra sarà accompagnata dallo show cooking dello chef stellato Francesco Oberto, del ristorante “Da Francesco” di Cherasco, che per l’occasione realizzerà il suo risotto signature “Roma Tokyo in venti minuti”.

 

Feel Good – About Emperors, Space Men & TV Stars
Mercoledì 18 dicembre dalle ore 12.00
(solo su invito)
Bel Vivere Media
Via Alessandria, 8 – Milano